Rassegna storica del Risorgimento

GORIZIA
anno <1933>   pagina <377>
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Gorizia, ottocentmaa
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modo mi attanagliavano, scoppiava nelle bèlle province italiane, a onesto impero aggregata, la rivolualione per la quale corsero dlggià torrenti di san­gue, le più vicine citta:, imitando Venezia, a misura cho alzavano 11 vessillo dell'indipendenza, costituiva usi provvisoriamente a repulsivi ì tra.; non esitarono di affibbiarmi Peplfceto di repubblicano. A giastàfìcar poi questo epiteto, tor­nava necessario di tarmi .artefice d'una Immensa -catena di trame, di mene, di raggiri, e di apporrai tali nefandi tà politiche, di cui tacqui finora, non so se più per: riverenza di me stesso che per compassione di quegltno che se ne fecero 1 pubblici banditori.
t> Non ignoro quanto scalpore da oltre quattro mesi si fa de fatti miei. E quel ch'è peggio, ogni favola riceve la sanzione da chi ha il governo della cosa pubblica, e cosi acquista un'autorità Irrepugnabile. Qui associazioni rivoluzionarie sotto il mio tetto; qui largizioni generose- di denaro a pro­caccio di proseliti alla rivoluzione italiana; qui corrispondenze segrete coi paese nemico, qui relazioni con la propaganda rivoluzionaria di Vienna.
Vi fu giammài un oltraggio simile a questo, che su voi, o Goriziani,
saettar osasse un. vostro concittadino? Fantastica costui, che se avessi avuto aggio di ramificare le mie mene rivoluzionarle, come un uomo solo saremmo sorti un di, e con mano di ferro avremmo lo sperpero, la rovina, la desola­zione ovunque seminato. Bella fiducia che ha egli in voli Mi avreste seguito, ministri di strage e di morte.
Dirò solo che, se Gorizia è purtroppo costretta a servirsi della lingua
italiana, la è questa una prova della preponderanza assoluta dell'italiano elemento. Il purtroppo è vostro, Messere. E tanto vi duole di non poter germanizzare la patria vostra? Lasciate al popolo la sua lingua la è una proprietà sacra ed inviolabile. La Costituzione d'oggi gliela garantisce. Ohe valsero per oltre ottant'anni gli sforzi del passato governo per- operare la metamorfosi, da voi desiderata? Nulla, e poi nulla. La favella popolare è rimasta la stessa, cioè l'italiana. II. chiamare poi moda quella naturale ten­denza, che ha ogni nazione; di sviluppare la propria lingua, le proprie usanze, e, dalle influenze straniere emancipandole, di ricondurle alla semplicità pri­migenia, è uno scherzo amaro, un'ironia Insultante: questa parola vi carat­terizza, o Signore; quatunque anco questa non sia del vostro conio; che ci sovviene di averla letta in qualche stantio articoletto di giornale.
Addio Messere Ascoltate un consiglio che vi dò, sull'onor mio, da
spassionato. Non scrivete più Gli è un mestiere quello dello scrittore, che non fa per voi Sappiatelo però a vostra norma, che né io leggerò più le vostre disgraziate cantafere, uè lo più mi. abbasserò a rispondervi.
Gorizia II 10 Settembre 1848. r t. , -, .
L'Avvocato litsmondo .