Rassegna storica del Risorgimento
GORIZIA
anno
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1933
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pagina
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388
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388 Hmiivri Ma/rio Go*àr
Gorizia ottobre.
Beco à documento che inètte in piena luce l'affare Cttttinnelli. Si scorge chiaramente ehe ragioni Individuali, vale a dire la sua amicizia con Latonr, il timore dì essere impiccato, non già il volére de* suoi Elettori l'hanno indotto ad abbandonare la capitale* guitto poi inumano di cui egli con una incredìbile tracotanza spera nn giorno poter chiedere ragione, sapete voi in che consisté? In una musica gattesca fattagli dalTindignata popolazione, la quale volle condannare per tal modo la sleale condotta dì un uomo, che compromise l'onore Iella Citta e in luogo dì giustificarsi innanzi al Municipio* vilmente si rifuggiva in Fauna, d'onde scrivevo, la seguente lettera dettata veramente do? fitto* principi d'onore a di, VeaW'Ji
Egregio Signor Borgomastro!
Bìspondo senza indugio alla prima sua scrittami 11 giorno. 18 alle org ,5 e mezzo p. m. che ho: ricevuto quest'oggi, a Palma alle tt a- m.
Sono giunto, a dfif il vere,, a 'Sprizin non giovedì ma venerdì verso le* 4 p. m., e non ho mancato sabbntd mattina di presentarmi a Lei Signor Borgomastro e di annunziarle che io aveva dato alio dieta di "Vienna la mia dimissione eyeio nei termini snsseguentì'?!
Der efortigte glàuot, ria ss stufolge Ur émetrémWrlMtmsse qeftt Mandai, tfls Àltgeordneter der Stadt 8r su Enfisi, und es iìw iiicM> MéfàlMr ìiiuiger òm. Reichstage ss sitxen* Eccone la traduzione :
SoUosorìMo crede, che in- sognilo agii mnìnimenii accaduti vaila a. cessare il suo mandato gneat deputato. della città di Gfoìtfà, é rimi giù si compatta di sedere più' a ìtmgo nella dieta.
In queste parole sta tutto- il motivo del passo che ho fatto, passo che Ella dice lamentevole e dispiacevole, e che io credo un passo dettatomi dalla mia coscienza, e da miei principil d'onore di lealtà e da un sentimento di dovere.
le nell'accettare il posto di rappresentante di Gorizia ho creduto di aver a rappresentare una citta eminentemente ausiTiaco-costituzionale desiderosa che la Monarchia allora in sfacéllo si rifaccia e si riordini, e sarei morto piuttosto che farmi istrumeuto di un branco di uomini indegni vendutisi ngli Italiani ed agli Ungheresi e di trovarmi come militare alla testa di un'orda di sicari che aveva trucidato un mio intimo amico di poi impiccato e Che avrebbe fatto lo stesso con me al primo rovescio che avrebbe avuto. Queste e tuttociò che credo di doverle rispondere. Sento che hanno ìspavento la mia famiglia, non dubito Che verrà uni giorno die 81 tal atto inumano potrò chiedere ragione.
Palma 18 ottobre, alle ore 12 p. m.
Ho roiiore d'essere umilias. servo
Carlo OaUinetH in. p.