Rassegna storica del Risorgimento

anno <1933>   pagina <445>
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Ih. Senso detta Mari
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ion tutta la duttilità latina e la bravura un poco funam-bula, un poco schiumosa caratteristica ai francesi.
L'illuminismo ha una reazione ed un ritorno. Una rea­zione, figlia della fede, nel periodo che fu chiamato roman­tico, quando è invece nella Storia un tentativo imperfetto di ritorno alla romanità; nel nome della quale, in ultima .analisi, ha unità e vita l'Italia nostra. Lo studio che in ap­presso andremo facendo dimostrerà quanto del romanticismo scenda in realtà dal pensiero anglosassone e quanto dei -destini di Roma stia nella formazione dell'Italia del Risor­gimento; la quale non tarderà ad essere, dopo unita, nuovo faro fascista alla politica, alla vita del mondo.
L'illuminismo ha un ritorno peggiorato assai nella sto­riografia del positivismo. Contro la filosofìa della Storia, contro il Primato di Gioberti, contro il Gesta dei per Francos , contro il Germanesimo, contro il Paternostro del Ciezkowski, contro il trascendente, contro la idealizza­zione, che per lo meno erano atti di fede, nasce, nel nome di una presunta verità e di una presunta coscienza storica offesa, il positivismo. Gli storici, i filologi, i filosofi gridano 3. gran voce che l'integrità degli avvenimenti è violata, che la unità della narrazione col documento è sparita, che lo svolgimento perde la sua immanenza. Gli storici nuovi ne­gano il diritto allo storico di giudicare il passato, di ser­virsi del passato e del presente per l'avvenire e vogliono costringerlo a fare il cronista, il narratore di fatti, tanto perdono il senso della Storia, nella adorazione di un vero assoluto, che a loro b ignoto come è ignoto a tutti gli uo­mini. I filologi, nel nome di uno scientificismo assoluto, cadono nell'assurdo di negare un pensiero alla Storia, e