Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1933
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pagina
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446
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446 De VcccM di Y<tl Qtemon
vorrebbero ridurla ad incasellare ed a catalogare, I filosofi poi negano più che mai, e ben se ne comprende la ragione,, la filosofìa della Storia. Basta classificarli colle loro denominazioni per chiarire il motivo del contrasto. Sono gli storici filosofi, i filosofi positivisti, naturalisti, sociologi, empiristi, criticisti. E' tutto lo spezzettarsi, il dissolversi, il decomporsi del pensiero come estrema conseguenza dei principii dell*89 che portano ad ogni assurdo.
E' chiaramente un regresso questo estremo sviluppo del malanno del pensiero aberrante di un secolo intero:; tanto-ipercritico, tanto scarsamente costruttore, tanto negatore della vita da giungere, come estrema fatale conseguenza, alla distruzione delle culle, non sapremmo se più per una degenerazione della sensualità o per l'avidità della ricchezza. Motivi materialistici ambedue, ignobili ambedue e di perdizione, antistorici sempre.
Era tutte queste scuole, e quelle ancora che si affacciano colla pretesa di essere nuove, non sapremmo quale scegliere. Fra gli ignoranti che hanno paura della Storia, i fanatici che vogliono vederla roteare intorno ad un asse immaginario, i deformatori che la vogliono fatta a gomma elastica, gli analitici che la vogliono sorella alla chimica,. della quale scienza tre quarti almeno dello sviluppo è ignoto alla umanità, i settari affetti da strabismo congenito: noi scegliamo la via della nostra fede, perchè siamo fascisti..
E' vero, è certo l'errore di taluni romantici che volevano la Storia fine a sé stessa. E' vero, e noi crediamo invece che la Storia sia un mezzo indispensabile per la vita, abbia una funzione soltanto in quanto si infutura. Dalla parabola gloriosa ed almeno sei volte millenaria della no-