Rassegna storica del Risorgimento

anno <1933>   pagina <447>
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Il Stolto éùUà Stoiia. 447
stara Storia, nella quale non ammettiamo discontinuità, noi sappiamo trarre la norma per V avvenire, orgogliosa norma che è sempre un atto di fede. Da una quantità di fattori ben noti nasce il nostro imperiale passato. Noi siamo si-curi di vedere oggi le luci dello stesso crepuscolo mattutino di un giorno che avrà il suo imperiale meriggio. Dallo in­discutibile vero del nostro imperiale passato noi vogliamo trarre la forza, forza di pensiero e di braccia, forza di Stato, di disciplina e di armi, per creare un imperiale do­mani, che non può fallire
Le origini del nòstro crepuscolo mattutino stanno in una perfetta unità abbozzata negli spiriti a '.Vittorio Ve­neto, creata da Mussolini con mani sature di destano negli sviluppi mirabili della rivoluzione fascista.
La preparazione di questo giorno sta nel Risorgimento, durante il quale periodo, appena formativo di un corpo che dovrà operare di poi, il senso della Storia fu presente e fu vivo più assai come futuro che come passato. Quel pe­riodo, per certi aspetti che esamineremo, fu chiamato del Romanticismo. I costruttori della indipendenza lo eb­bero invero più assai per romano che per romantico ; e quella storiografia è certamente un tentativo, non perfetto ma non meno consapevole, di ritorno alla romanità. Quan­do gli studiosi della storiografìa chiudono la parentesi del romanticismo per ritrovare il positivismo, farebbero meglio a dire che il primo fu un tentativo non riuscito della uma­nità per liberarsi dall' illuminismo, seguito dal positivismo trionfatore nella sua invadente reazione gallica, alla quale nessuno allora seppe o potè resistere.
Per l'Italia, questa piena positivista corrisponde al pe-