Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; GALLETTI GIUSEPPE
anno <1933>   pagina <464>
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464 Alberto M. GÌMalberti
afferma PAglebert: rivoluzionari di origine carbonara, mazziniani disillusi e giovani sui quali la parola riforme a cominciava ad eser­citare un eerto fascino. Costituito un Comitato composto di uomini come Giuseppe Galletti. Giovanni Righi, Oreste Biancoli, Pietro Pie-tramellara, Giuseppe Camillo Mattioli, Augusto Aglebertj Filippo Aguechi, Antonio Montanari, Filippo Lisi, Livio Zambeccari, Na­poleone Brentazzoli, già capo della Gioirne Italia a Bologna, e dfaitri minori, erano state allacciate relazioni con le Bomagne ed era stato inviato l'Aglebert in Toscana a prendere accordi con quei liberali, divisi anch'essi, tra kiwm Italia e Leghti/eItalica. Da Torino mandava rappresentanti l'associazione dei Veri italiani, favorevole a Gasa Savoia, mentre da Napoli, sui primi del '41, giungeva il ba­ione Carlo Poerio a proporre azioue comune, a far mirabili promesse di insurrezioni e di aiuti e a lasciare intrawedere il desiderio d'un regno costituzionale cól Borbone (23).
Questo delinearsi di una preparazione estesa a tutta o a quasi tutta l'Italia contemporaneamente, corrispondeva alle idee del Fa-1 trìzi ed al lavorìo suo e dei suoi amici, ond'egli pensò di' valersene e s'accostò alla cospiraziflgie bolognese. Ma se c'era coincidenza di programmi, mancava, al solito, la concordia delle volontà. I Si­ciliani- vogliono che sia Napoli che inizi-i, i napoletani vogliono che siano i sudditi austriaci ;e i romagnoli che siano i napoletani ; e così la baracca va all'eternità. E poi manca l'unione, l'organizzazione e il coraggio... Arriveremo, ma ci conviene bivorare... scriveva il modenese il 30 novembre 1842. Quindi il moto, prima deciso per questo stesso anno, fu poi rinviato all'estate del 1843, invano avver­sato dal Mazzini che non aveva fiducia nell'esito. I mezzi li doveva fornire, almeno in parte, la generosità del livornese Alessandro Ci­pri ani. per consiglio del quale fu anche chiamato in Italia a giudi*' care della possibilità della insurrezione uno dei piti illustri tra i com­battenti Italiani di Spagna, il nizzardo Ignazio Bibotti (24). Accorso da Valenza a Malta,, ed ottenute dal Fahrizi informazioni ed istru­zioni, il futuro comandante del Cacciatori della Magra passò per la Hicilia, s'abboccò a Napoli coi liberali che erano attorno al Poerio, assistè in Bologna ad ima specie di sfilata dei cosp'i rutori, e pfésf
(23J VI. GUREKKUlCf:, op. flltr DB- fl-78 alla base dalle memorie dell'Asie-
trt.
(24) Oltre le op. eli!, ved. naao 0. SMJWOARDI, Mazzini od i mòti: dMUà Bo-ma[/nc nalVonno 1848. Modena 1H8J. paBsim,