Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; GALLETTI GIUSEPPE
anno <1933>   pagina <470>
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menti liberali del Venturini eran notij non era per il moto in è> ina per la inopportunità del momento a per la leggerezza con la quale -ci si era giunti. Narra lo stesso Galletti, infatti, nella citata Mia Prigionia. : Io però con altri miei améi; combatteva questo divisa-mento [di rompere gli indugi e di alzare lo stendardo della ribel­lione! sia perchè diffidava delle novelle qui giunte sia perchè teneva inopportuno e fallace ogni movimento che non venisse dal centro del Governo, da Roma. ove eranvi uomini energici e canti,, che prepara­vano quella popolazione a sollevarsi! g sommuoversi (33). Tutto questo fa ritenere che il Galletti, pur lavorando con alt amici* preparare un rivolgimento, intrecciando relazioni e rapporti con li­berali d'altre parti; d'Italia e specialmente di iRoma e di Toscana, ri­tenesse ancor lontano il giorno dell'aperta insurrezione, al contrario -dei membri del Comitato d'azione, che, sfuggendo forse al controllo dei colleghi dell'altro Comitato, suggestionati dalle promesse di Na­poli e dalle illusioni di Zambeccari e di altri, spinti ed eccitati dalle pressioni della parte pia impaziente e piuPisolgare dei cospiratori, giudicarono giunta l'ora e dettero il segno del moto. Si era ripetuto nel più ristretto campo bolognese il più vasto dissidio già dibattu­tosi tra Mazzini e iabi-i'zi in questi stessi anni. Il Galletti, che, sotto l'apparente scopo d'affari legali, era stato a Beggio e a Firenze e aveva percorse più volte le Romagne, sempre cercando di prendere contatti e di fissare accordi per la prossima lotta (3 dalle delusioni degli anni precedenti e dalle sue vicende personali reso più cauto, voleva, sì, -la rivoluzione, ma con una preparazione più seria e più vasta. Forse appena nel successivo 1844 egli pensava si potesse al­zare la bandiera della rivolta, quando cioè fosse stata pronta anche Roma, dove pure,, come vedremo fra poco, si andavano tessendo le
38 .(appartenne, come sappiamo, al.k Mùìmji apofasimeita), non sembra abbia fatta prt-ife ideila Giovine /ta/fa né éhe, almeno prima <H '40, abbia nutrito troppa simpatia per fi Suo capo. Le aulSelié attinenze colla Gioviue Italia dello quali parla A, SAFFI {JUvordi e :8C1'ìÌÌ;Ìf Fil'fiHZO 1893 6 S6gg., Voi. Ili, p S2)>
0 riferiscono a contai M eOSpiràzion on a specifica appartenenza all'asso.-oi5iJone. Il eoo nome nell'epistolario mazziniano non compare prima, del 184,
(83) (3. Ai.i.Enfc op4. di., p. 0. A consigli di differire il moto alludono anche 3fc. ORSINI, op. oli., p, 12, e Q. MONTASEUJ. op. eit., voi, I, pp. 58-59. Yeti, ancao A, M, G3US.VI.BERTI, // primo processo politico di JéHice 'fàvsinilj,, in 3 Comune di potoffm, a. XX (1083), lasci Ift p. 02 e segg.
(84) A Fixèwo si tfeoo la prima volta nel febbraio del *42, corno apparo da u>) .tfnpporio di polizia del novembre 3.844, e non nel 1841, come asserì nel citato
costatato dell'i! giugno 1844. Ad Imola fu nel corso del 1842.