Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; GALLETTI GIUSEPPE
anno <1933>   pagina <473>
immagine non disponibile

Gmseppe <tfaU<tòfà e le cospirazioni del 18f8-i8M 473
sali simpatie si myegllano al cospetto de' fatti odierni, che non es­sendo bruttati dallo spoglio non ispirano orrore ma bensì sono riguar­dati con compiacenza.
Un. altro giudice, il De Luca, sulla fine del '43 notava malinco­nicamente le cose vanno sempre peggiorando .
Grave sorgente di preoccupazioni per il Governo era stata e con­tinuava ad essere la presenza in Italia del Duca Massimiliano di Lenchtenberg, figlio di Eugenio Beauharnais, che, forte elei possesso trasmessogli dal padre di vasti terreni nello Stato Pontificio, e spinto forse dallo Zar, come pensa il Guaite rio, aveva iniziato qualche son­dàggio per vedere se, con il trampolino delle ricchezze tolte dal grande avo ai conventi ed ai luoghi pii della Marca, con una opportuna ed abbondante profusione di denaro e di promesse, riuscisse a spiccare un salto sur un qualche trono italiano. A Bologna il Lenchtenberg era stato presentato come il futuro Re d'Italia all'Aglebert, di ri­torno dalla Toscana, al Brentazzoli e ad altri liberali, i quali si dovettero convincere che il Duca non voleva intraprendere nulla, li­mitandosi ad attendere che l'Italia lo chiamasse. Noi vedemmo dice l'Aglebert che non era nomo adatto per conquistare e meri­tare una corona... (2). Ma intanto il suo nome ed il suo oro corre­vano l'Italia Centrale, procurandogli qualche simpatia interessata nelle classi più basse della società, ed eccitando le ansie di Roma, che s'affrettava ad iniziar pratiche per comperare a qualunque costo i beni dell'appannaggio, e gli sdegni del Mazzini, che combatteva il pallido fantasma napoleonico con l'azione e con gli scritti. Di un altro straniero s'era pur fatto il nome in quei giorni, di Giuseppe Poniatowski, Principe di Monte Botondo, che un rapporto del Co­lonnello Nardoni indicava come quegli, che somministra ingenti somme di danaro, e che prodigò sovvenzioni nell'ultimo conato di ribellione (3). Le voci che correvano su questi illustri stranieri e sui loro rapporti con le cospirazioni! italiane davano luogo a curiose confusioni, come quella della figura del Poniatowski con l'altra del
(2) Per tutta la questione Lem'Menliorg mi .giovo di tra mio precedente etti-dio, XJn re tPJtalia mancatoti, in aJ2(W5/a. M. (1928), lago,,,B<, pp. 228-283.
(8) Ved. A. M. dmsAtJmR'a, Tra le quinte del Iifsfminmn):o. 2 trame *JEJ mane del 1844 nelle rivelazioni di un fiduciario . in Rivista di cultura, a. XHI (1932jh Éoàc* è-4j p: 140. Su Giuseppe Poniatowski (181C-1B78) vod. SAIIDI, II da­tato di Lucca, pp. 140-147 e 160.