Rassegna storica del Risorgimento
1843-1844 ; GALLETTI GIUSEPPE
anno
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1933
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pagina
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479
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Giuseppe G'ùSffii <t le eottpfrasfkfttìt del UfcMfflrf. 4 7f>
provati, i nobili sentimenti di questo, che ai vorrebbero comuni a tutti, è detto che se Napoli insorge a quell'impulso dobbiamo levarci tutti , ma se non insorge del che io dubitai sempre , non si dovrà pei* questo stare inattivi, ma, adontando un progetto preparato già da due mesi dallo scrivente "si dovrà
operare senza quell'impulso, purché Toscana e Roma fosse (sic) eoa noi, e si levasse efeacemenfce abbattendo 5H' cuore del potere. la Sono perciò da molto tempo nel fermo avviso che quando tardasse Napoli a levarsi, noi non dobbiamo piò stare alle mosse j e Roma deve- alzare il segno della insurrezione, cui noi seguiremo, se anche To- scana tace come credo che sarà. Roma lo promise ; essa è in ordine? per farlo ed essa lo farà. Ma se non lo facesse dovremmo noi insorgere egualmente] A me sembra che -..,.-'..
E spiega' che è inutile pensare alla conquista di Roma se i romani stessi non se ne impadroniscono con un colpo di mano.
cesso (contro Serpierij Borbotti, gli Orsini 'eoe.) a pg. 44-4Ó-40-47-4S, ed 6. del* seguente .tenone..;. *>. Il manoscritto termina qui, ma la lettera può leggersi > nel ristretto della effusa Bologna e Mimmi contro Serpieri e gli altri e oggi, con errata indicazione del mittente e del destinatario, nel volume di E. MO>TECCHI, Mattia MonteccM nel Risorgimento fbaliimo, Boma 1932, pp* IfrSl. n lungo documento, che rispeedhia effettivamente idee del Galletti, sarebbe stato dettato da questo un paio di giorni dopo la lettera al fratello Giovanni. Dico sarebbe-rtato (troppo più sbrigativa e non dimostrata è rassegnazione proposta dal Mon-tecebi), poreliè anche una volta il Galletta è in con.trastQ: con gli affiti processuali. La lettera del 18 aprile 1844, sequestrata al Serpieri dieci giocai dopo, non salo* non ifu contestata al Gal letti in. uno degli ultimi interrogatori]), come egli racconta nella Mia prigionia, p. 101, ma neppure prima, e quindi è inesatto tutto* il raccontino ebe segue. Lo iscritto icigmiinuto.',: allegato wfe tiopia anebe al processo Manteeehi-Gai lotti (Processo, pp. 806-80T t. Non se ai: accorto, forse* w oomm. Mon tocchi 7), ma solo per maggiore informazione della giustizia, non fu contattato ad alcuno degli inquisiti. Di più, nella citata canea Bologna e JSSÌ~ niini, questa lettera senza ifirm; In ritenuta .di mano di Giacomo Andrea Orsini; padre di Felice, e divenne, a malgrado delle sue protoste d'innocenza, uno dei pia forti capi d'accusa contro l'antico ufficiale napoleonico. Il quale era in realtà? innocente; la polizia pontificia aveva p?esa..un equivoco nei suoi riguardi (Ved. JÈ,;Ì8C 0-BI8AIJIBBTI, // primo protuisso . -a -Wn> mtbó dwunieMo su Welfae W~ sim, in Rassegna storica del Risorgimento, a. XIX (tu.'tìu fase. IH). Lo stesso Galletti attesterà più tardi (La mia prigionia., g. 10) di essersi stupito ppr l'arresto del vecchio Orsini, eon il quale non avara alcuna relazione por le nostre faccende paliticbeìfc. Forse le furiose .circolari ebe la partigiana o-iraconda Storia detta rivoluzione romana scritta a schiarimento, ecc., già aitata, p. 74 o segg., attribuisco al Galletti, vogliano ricordare la lettera del' 13 aprile.