Rassegna storica del Risorgimento
1843-1844 ; GALLETTI GIUSEPPE
anno
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1933
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pagina
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498
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5.000 Se. rilasciata in lavala dell'Ai Vincenzo Malenchini dal banchiere Bastogi. e da un pìccolo foglio, pure sequestrato all'avvocato livornese* .scritto; in apis (site) sul quale si leggeva questo indirizzo T>ojt Luigi Masi -. Palazzo del Principe di Canino - Piazza Venezia . Quei dne nomi, cae quattro anni dopo saliranno a grande rinomanza, non ccstttj!vano una buona presentazione per questo forestiere, già indiziato di carteggio sospetto col Mayer, e ritenuto latore di grosse somme ai rivoluzionari romani. Onde fu richiesto delia cagione del suo viaggio, che egli giustificò-con la curiosità dì ètere le funzioni della Settimana Santa e con il desiderio d provvedersi d'una pariglia di cavalli, al quale effetto s'era appunto munito di quella lettera di credito. A Roma aveva frequentato la casa di Laura Parrà (oh Montanelli l)t nei pressi di S. Lorenzo in Lucina, ed aveva veduto poclie altre persone. Anche (ilella sua corrispondenza col Tabarrini e eoi Mayer egli dette una spiegazione chiara, logica, innocente, ed escluse infine di conoscere Galletti, Màrcolini, MonteccM, David, gli Spada (17).
Un improvviso colpo di scena rompeva la monotonia dei costituti: senza che una próli Senza che un fatto ci spieghi il perchè dell'inatteso mutamento, uno dei più attivi e dei più intelligenti cospiratori, Angelo Ferrari, si decideva a rivelare. È, nei giorni 21 e 22 Maggio, in tre esaurienti deposizioni, egli narrava al processante, con gran copia di particolari, quanto sapeva intorno alla organizzazione rivoluzionaria in Roma ed alle relazioni con le altre-città, all'odio settario contro Fioretti ed il Col. Nardoni ed alla decisione di ucciderli. Indicava come appartenenti a società segrete i suoi antichi compagni ora in prigione, ed inoltre il Gentili', Giuseppe l'ebanista (il fiduciario del Nardoni), Prospero Magnani, Nino La Vista, un Angelo scultore e altri di cui non rammentava i nomi.
(17) Processo, cit. pp. 2711.-291, costìtuH Malenchini 14-15 maggio. Qualche giorno dopo, 23 maggio, il giudico fece chiedere al Governo toscano che sì interrogassero Enrico Mayer ed il banchiere Bastogi. I verbali deinnterrogatoridj m altri doemutuiti giunsero a Roma il 5 giugno (Processa, pp. 4B549G fe.Jh. La nobiltà-di carattere del Malenchini ci attestata da una sua lettera del 28 maggio (Pro-eetto, pp. 408-405} al processante nella quale riferendosi a quanto aveva detto: su suoi dissapori con il (fratello, dissapori ohe erano stati causa dei suoi frequenti viaggi, assicura che il fratello ha cagionato amarezze all'animo ué con le éoa-trndisnoni che sogliono manifestarsi nelle famiglie in cui sono volontà diverse* ma non (ha mai mancato verso di tue di tutti quei .vigliardi, che sono propri di un carattere onesto . Sul Malenchini ved. M. PUCCÌÒNÌ. ìPfuwnso Malenchini nel Risorgimento Italiano, Firenze 1080, per questa parte assolutamente manchevole.