Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; GALLETTI GIUSEPPE
anno <1933>   pagina <503>
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Giuseppe Galletti e le cospirazioni del Wfi-lWi 503
di prepararsi tuia valida difesa per ciascuno dei casi che egli si fin-.geva, ma a tastoni, senza un sicuro punto d'appoggio* JOausà delPar-resto, egli sapeva, era stata la spedizione di'lla cambiale, ina igno­rala se aneli le lettele che riaccompagnavano fossero state prese, ed ignorava se per imprudenza 0 pei tradimento fosse stato rivelato il falso nome col quale corrispondeva col MonteeeM,
L'unica cosa in cui era inesorabilmente fermo si era quella di non <. isvelare cosa alcuna del molto che io conosceva, di non nominare Vè*- runa persona, la quale potesse venire danneggiata e di condurmi per tal modo che piuttosto sol mio capo si raccogliesse il turbine, la e la vendetta di quel feroce Governo, anziché svelare uno solo dei fili che conduceva, anziché proferire un nome * (23i).
Ed il galletti tenne bene la parola. Ne davanti al Processante, né di fronte àil Tribunale della Consulta egli si lasciò sfuggire un nome od una frase che potesse dare una traccia ai suoi giudici. Se la sua difesa personale fu debole ed ingenua, è giustìzia riconoscere che la posizione dei suoi complici non fu mai scientemente aggra­vata dalle sue dichiarazioni. E si ricordi che moltissimi a Bologna ed in Romagna erano coinvolti nelle trame, e che una parola, un nome gettati per caso o per imprudenza potevano cagionare Par-resto di uomini come l'Aglebert, il Lisìj Agucchi, il Montanari, e altri molti. Ad esser giusti bisogna anche dire che il Governo Pontificio non era troppo ben servito nò <IaUa sua polizia, né dai suoi inquirenti. Con ima cospirazione vasta come gufila bolognese, -che aveva diramazoni 'M addentellati per ogni dove* i magistrati papali non riuscirono a metter 10 mani che su tre; compromessi, e salo perchè il più o meno fortuito sequestro di alcune lettere li Ttvelò in corrispondenza con quelli di Roma, dai quali appunto la -causa s'intitolò Romana di GoSpfòazìone. Quale differenza tra i mo­rdesti processanti sul tipo del Mordioni, che pure era ritenuto dei più abili, e gli austriaci, intelligenti, colti, ed astuti, quali Antonio Salvotti e Paride Zaiotti !
Benché desideroso di essere interrogato per togliersi in qual che modo alla sua angoscia, e per abbozzare a sua volta una difesa che fosse in armonia con quanto àVVtf! concordato, col Rizzoli, il
(28) GAu.fcrn, op. cìt. p. SO.