Rassegna storica del Risorgimento
1843-1844 ; GALLETTI GIUSEPPE
anno
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1933
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pagina
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506
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506 Albwto M, himtùvrti
Ma nel costituto del TU giugno ir Galletti disse upòntaniMoMù di uou aver riconosciuto subito entrambe; Je lettere al MonteceM per timore di causare l'arresto delle persone nominate, provando avver* sione a figurare in un processo come accusatore o delatore; Ora, però, clie le vedeva in mano al Governo, poteva narrare che uno o due giorni dopo il fatto raccontato essendo giorno di festa /,. éf quindi trovandosi solo nello stadio, era tornato il forestiero e Pavera- pregato di spedire a Roma la cambiaM~3te levarselo di torno, egli aveva acconsentito* semvere con la data del giorno dopo, ne1 quale sarebbero partite, poche righe di accompagnatoria ad un certo Don Maurizi , firmandole fero 0ervai9ij nome che gli era stato indicato dall'altro, che aveva anche soggiunto di non voler far conescere la sua presenza a Bologna. La prima lettera era cosi, bene o male, giustificata, e quanto alla seconda il Galletti affermò che quel benedetto incognito l'aveva invitato a vergare nn biglietto per un'altra persona per prevenirlo della spedizione. << .Si tMttaxfa dti un debito di onore verso nna Signora che era in Roma aveva spiegato l'incognito, (cinquantanni fa che bello spunto per un romanzo od una commedia ....). Ln franchezza di costui e l'apparenza di verità data dall'esservi di mezzo un prete e nn legale, avevan calmato le sue esitazioni ed avevano indotto, lui, uno dei primi causidici dir Bologna, a far di nuovo da amanuense quest'ignoto che gli aveva dettato poche altre parole ad nn certo Dr. Mattio (sic) Monteccin , firmate questa volta col proprio nome per qualche scrupolo (meglio tardi che mai) che gli era nato nell'animo. Riconosciuta per sua la lettera di Gervasi, dopo alcune domande sul contenuto di questa e dell'altra e sulle spiegazioni avute dal forestiero, gli furon chieste notizie sui suoi viaggi e sul fratello Giovanni, al quale era indirizzata un'altra lettera. Alcune espressioni di questa, come ho detto precedentemente, furono argomento di contestazione e indussero il giudice a chiedergli come mai il io aprile avesse potuto asserire che le cose tornavano a scaldarsi . Con molta abilità egli sostenne che tutte le sue notizie derivavano dai giornali, per lo più francesi!, e dalle voci pubbliche.
Riandandosi in esse le date dei mesi di marzo e di aprile, ed anche più indietro si riconoscerà che per quanto i fogli no dicevano, v'era in Italia un seme di turbamento e gli uni dei fogli nel fare i det- tagli li animavano, gli altri li riprovavano, ed era da tutti questi ele- mentì e dalle voci di altri che leggevano altri fogli che io desumeva