Rassegna storica del Risorgimento
1843-1844 ; GALLETTI GIUSEPPE
anno
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1933
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pagina
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507
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Girneppc battetti Ut ìe cospfrastioiti del Jfà48Jtò Bufi
queste parole per dare unicamente delle novelle a mio fratello del- l'Italia, di cui egSt era sempre smanioso. Quanto poi agli emigrati, dei quali anohe faccio menzione nella lettera, erano gli stessi fogli, e le voci che comunemente ne correvano da per tutto in Bologna, ove fino di eevasi (né questo so se lo dicessero i fogli) che si vedevano dei legni nelle acque del Mediterraneo ohe si ritenevano contenere degli emigrati che meditassero uno sbarco, e ricordo fino che fu detto, o fu anche letto nei fogli che a Parigi erano stati chiamati dal Governo i principali fra gli emigrati, per intimare loro di non mettersi cogli altri perchè il Governo non li proteggerebbe. Era su queste voci ch'io diceva quelle poche parole a mio fratello, sempre con la sola idea di dargli uno schizzo dello stato, in genere dell'Italia (27).
Le sue relazioni ed i frequenti) colloqui col Galletti giustificava Pavvocato Mattioli con la necessità di mettersi d'accordo per le elezioni alle varie cariche della Società del Gasino. Ed anche dei suoi recenti e sospetti viaggi a Modena e a Firenze forniva una innocente spiegazione, ammettendo d'aver conosciuto casualmente e superficialmente in quest'ultima r-Utà un tale che dimorava in Roma, cognominato Monteechi. . . , M nome Matteo o Mattia, al quale aveva .promesso di scrivere sópra il modo che tenevasi in Bologna nello stendere le note ipotecarie e di mandargli una- modula. Ma speditagli da Bologna, sulla fine d'Aprile o ai primi di Maggio la lettera s'era dimenticato di accludergli detta modula io nota ipotecaria). Mostratogli il breve biglietto del 1 Maggio firmato e indirizzato coi nomi veri, egli lo riconosceva per quello cui appunto aveva alluso, ma, avendo escluso di conoscere un Don Giuseppe Forti Maurizi, negava d'aver mai spedito lettere a quest'ultimo, pur constatando qualche affinità con la sua calligrafia nell'altra contestatagli. Affermava che Galletti aveva saputo della sua
(27) P?OGùa0j pi>. 109-534t. Errai GMXEm, op. cit.. -top... 88-80, nel chiamare questo costituirò acconcio esame. Anche qui la lettura deiriuterrogatorijo gt* inette di ritenere fu (l'altro elle lucida e naturalissima la spiegazione da lai data. 11 riconosci munto della lettera al Fòrti Maurizi ((IAÌ-LETTI, ftp. 90-92) avrebbe dato luogo ad un'altra scenetta drammatica;,, della quale non è traccia nel Ver baie. In mezzo ad altre inesattezze (l'esame sarebbe avvenuto sulla metà di lu-(flio; egli avrebbe riconosciuto subito per suo lo scritto; il giudice avrebbe avuto presso di è la prima lettera del Galletti alla famiglia per avere all'uopo un roefczo dì confronto i>), noto che non vero che le contestazioni sulla lettera al fratello Giovanni avvenissero dopo la- meta di luglio pitójàigifóg tiffi óit pp. 04-00).