Rassegna storica del Risorgimento
1843-1844 ; GALLETTI GIUSEPPE
anno
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1933
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pagina
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512
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Alberto M. Qhimlherti
dopo che il Montecelii aveva negato rFessertì incontrato con lui a Firenze. ÌNei costituto del 22 luglio, la conoscenza ed il carteggio con il curiale romano, che Pàvvocato bolognese seguitava a confermare, furono il principale argomento di discussione, dopo poche altre domande sui fatti dell'agosto 1843 e sulla relazione col Maccolini. che Mattioli rammentava d'aver veduto a Bologna agli ultimi d'aprile. Ma la figura più importante del processo per il Mordioni era pur sempre quella del Galletti (si' pensi che a Roma soltanto fu sottoposto a nove costituti, mentre Mattioli, Montecchi e Colonnello, che ebbero ugual condanna, non ne subirono che quattro) al quale, quindi, tornò, appena da Bologna gli furon giunti nuovi documenti. Là corrispondenza col Bortolottì fu oggetto di lunghi dibattiti durante gli interrogatori del 37 e 19 agosto, ma tutta l'abilità e tutte le accuse s'infransero contro le nette e recise spiegazioni del Galletti, che ributtò con sdegnosa fierezza l'insinuazione di una sua complicità- nel peculato del pittorello bolognese. Le altre lettere sequestrate nel suo studio (non molte a dire il vero) dirette per lo più ad emigrati, furono vagliate e contestate durante l'esame del 19 agosto e contribuirono anch'esse a documentare il suo genio liberale (34).
I due fratelli Spada erano stati trascurati per molto tempo dal Giudice, che, sbrigatosi il 9 e il 12 di alcune figure minori, Invernizi, Iaconi, De Sanctis, Bovi, il 26 ed il 28 agosto tornò ad interrogarli ma con scarso risultato. Ohe Augusto negò d'aver mai cospirato, e quando alle armi sequestrategli affermò di averle possedute con regolare permesso avuto da Monsignor Governatore per mezzo di suo zio l'E.mo e R.mo Cardinal Serafini, e Alberico asserì di non aver mai appartenuto alla Giovine Italia., d'aver saputo di sètte solo da voci pubbliche, e così pure di tentativi rivoluzionari e di progetti di sbarco.
(34) Processo, pp. 811 t.-S651. costituti del 17 e 19 agosto. Nel suo libro il Galletti non fa mai il nome del Bortolottì. Ohe egli sospettasse e temesse rivelazioni, oltre che da quanto egli dice del David, appare, pur con qualohe inesattezza, da quanto afferma ne La mia prigionia, p. 99. Altri, del resto, sospettavano o sapevano. C'è in Processo un rapporto del Maresciallo Pieratti contro Colonnello (19 agosto 1845), il quale all'uscita dall'Udienza rispose alle richieste di altri prigionieri: a Non sì ea niente, anderemo tutti in galera poiché quel brutto cornuto, quella spia di Fioretti (e nominò altro politico del quale il detto Brigadiere non sapeva il nome) ai sono oa...ti l'anima, ma anche loro devono andare in galera, e poi basta non siamo tanto lontani... n (copia di questo rapporto è anche nella Bibl. Centrale del Risorgimento di Roma, B.n 27, fase. 52 (6).