Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; GALLETTI GIUSEPPE
anno <1933>   pagina <523>
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Giuseppe Galletti e le cottplmzìoni del XjJM8 523
e altri quattordici imputati. Invocato il divino ainto con le pre­scritto preci, Monsignor Gnoli tornò ad insistere perchè sii sentis­sero in udienza e il confesso Stirpatoli e gli ìmpunitari Fioretti e Ferrari, ma il Tribunale respingeva a pieni voti la richiesta. Ed appena il Luogotenente del Tribunale del Governo, Pietro Benve­nuti, ebbe riassunta la causa si passò agli interrogatori. Dai verbali è facile vedere come quest'ultimo esame non fosse che una lustra: l'opinione dei giudici s'era già formata alla lettura del Ristretto, e difficilmente potevano modificarla, se non in peggio, le dichiarazioni degli inquisiti.
Rizzoli, Mattioli e Montecehi furono interrogati nell'ordine nella seduta del 20. Mattioli e Montecehi, disperando ormai della salvezza, riconobbero per proprie, dopo un anno di ostinat i dinieghi, le lettere che erano state loro contestate, ed il secondo ammise anche d'aver contratto relazione col primo a Firenze. Queste confessioni tardive ed il loro silenzio o addirittura il loro rifiuto di rispondere a do­mande precise ed incalzanti del Tribunale, dovettero necessaria­mente aggravare la loro posizione (57).
Una eloquente oraMo prò se avrebbe pronunciato Giuseppe Gal­letti, parlando per oltre un'ora su tutte le varie imputazioni, richia­mando anche all'ordine il Presidente che avrebbe voluto interrom­perlo. La sua appassionata arringa avrebbe suscitato un mormorio generale. Anche una volta i documenti ufficiali tacciono, e ci atte­stano soltanto che egli non fece che rispondere alle domande che gli furono rivolte, solo aggiungendo qualche maggior schiarimento su fatti particolari e non eccessivamente importanti. E quanto alla difesa il verbale la limita ad una frase. False apparenze lo col­piscono, ma egli è innocente, lo assicura, lo giura , ed alla racco­mandazione della propria famiglia, alla pietà dei Giudici. Però una sua proteste, scritta dopo la comunicazione della condanna, fa parola di una difesa un po' meno scheletrica (58).
(S?) Consulta cit., B.* 134, proe. 98 i verbali d'udienza, 19-20-21 ago­sto 184 14 audio MosrotcOBXt eli* . XXUI-XX1V o 306-308; A. M. GHT8ALHEBTI, Contributo alla biografia, cit., pp. 70-71.
(68) GALLETTI, op. cit., pp. 106-200. Ved. il -verbale nei documenti. Se il Gal­letti altera alquanto i Suiti (si cfr. però con J'abbozzo di protesta coacervato a Bologna, ove sostiene- dSatre*'parlate.'* altamente, placidamente, veramente , fa­cendo addirittura mutar d'animai giudici), è falso guanto sostiene la velenosa Storia Mia rivoluzione romàna scritta a schiarimento, cit., pp. 73-76. che Gal­letti riconoscesse per sua la feroce lettera in cui 1 parlava di genti da uccidere, magistrali m prelati, a jjl *uoco da attaccare a chiese e conventi.