Rassegna storica del Risorgimento

1843-1844 ; GALLETTI GIUSEPPE
anno <1933>   pagina <527>
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Giuseppe Galletti e lo CMpimziGni dei WtMWt 27
non senza qualche spunto polemico e qualche accenno ad arbitrii commessi, fu conservato dal suo autore, ed e oggi tra le carte GralV letti nel Museo del Risorgimento di Bologna.
ÌNon era stata ancora comunicata ufficialmente la sentenza, che di uuovo fuori d'Italia era fatto il nome del Galletti in un Curioso episodio. A Londra, nel settembre, un tale si presentava al Mazzini,, spacciandosi per l'avvocato bolognese evàso delle carceri pontificie per miracolo. Ma, dopo alcuni giorni, stretto dalle domande con­fessava di essere certo Claudio Franchi di Bologna, che aveva preso parte alla rivoluzione del 31 ed era stato direttore della Scorta del Card. Benvenuti -, etc. etc. Ma il Mazzini pare credesse poco-anche a questa seconda versione, e forse accolse 1*energica proposta
del Lamberti lo mandin a far f Sarà dall'imposture già*
dette un ladro o un assassino . . . (65).
Ottenuto il permesso, il Galletti cui le continue richieste in­torno a vecchie pratiche legali eran causa di tormento e di noia, s'era messo attorno a certo lavoro sulle ipoteche di evizione, anche-per distrarsi e soffrir meno per la partenza della moglie e per-l'allontanamento degli amici, trasferiti a Civita Castellana. MSL ammalatosi poco dopo, egli stette tra la vita e la morte fino ai primi di gennaio, e, anche guarito, non potè pia liberarsi comple­tamente dalle febbri gastriche e dall'epatite contratte alle Carceri Nuove. Tornate a poco a poco le forze e confortato dalla presenza del suo secondogenito, Onofrio, riprese la sua opera, che mostrava al Governatore, gli valse elogi e favorevoli commenti, che ebbero la-percussioni anche negli uffici del Governo, conciliandogli forse sim­patie e favori che dovettero avere qualche influenza sulla sua non più lontanissima nomina a Ministro. I compagni di prigionia mutavano spesso, uscendo alcuni per aver scontato la condanna* altri per riduzione di pena, altri ancora perchè trasferiti ad àltro-carcere. Ai rimasti e ai nuovi, tra i quali non mancavano i' sospetti di spionaggio, egli impartiva lezioni di geografia, di francese, di musica. Ai più intimi, forse, avrà letto alcuni dei sonetti che da buon Italiano egli scriveva (66). I recenti moti di Bimini, che ave-
(65) MAZZHCT, Scrim, <.. voi. XXTOB 4M? 136-187; 142-144 e Protocollo della Giovine Italia; <àt., voi. Ili, pp. 287-289.
(66) Dui racconto del Galletti ai comprende che la vita in Castella' non do­veva esser troppo dura. Da una lettera, doll'8 marzo 1846 dì un Giuseppe dal' cognome indecifrubilo (Roma, Carte alletti presso gli eredi) si vede comò egli