Rassegna storica del Risorgimento
1843-1844 ; GALLETTI GIUSEPPE
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1933
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Alberto M. Qhkaìbvrti
vano ancora ima volta provato il grave stato d'inquietudine e di malcontento delle Provincie romane, avevano fatto affluire in Castello diversi ospiti, famosissimo tra gli altri Pietro Benzi, che s'acquistò presto le generali antipatie per le sue maniere scioccamente altezzose e per certa fama di delatore che lo circondava. Ma, gli strascichi del processo Montecchi Galletti conducevano al forte antiche nostre conoscenze. Fin dal 15 ottobre, la Segreteria di Stato, la grande arbitra delle cause politiche, aveva richiesto i quattro volumi degli atti è tra marzo e aprile del 4G aveva fatto esaminare al Tribunale della Consulta se, iu seguito alle risultanze del dibattimento testé chiuso, non fosse opportuno procedere all'arresto dellMtw. Balducci, di Federico Gentili, di Filippo Amadori, di Ernesto Allocateli!, di Luigi Succi, i cui nomi così di frequente ricorrevano nell'incartamento. E, ottenuta la voluta conferma, faceva
potesse ricevere e tenere giornali, - Delle uè poesie scrisse egtj; stesso sulla copertina del fascicolo che le contiene Bologna, Museo del Risorgimento) : Questi versi sono per la maggior parte di poco valore: sono prose rimate e nulla più, tranne poche eccezioni. I tormenti del carcere mi toglievano il vigor della mente . Ma l'esame della sua produzione poetica consente di credere che anche senza i tormenti del carcere l'Italia non avrebbe avuto un poeta di più. Allo Scarsella dedicò una canzone, La passava solitaria; al proprio padre un sonetto per l'onomastico ; altri sonetti alla madre e alla moglie. Un Dialogo fra due Torri scrisse per il figlio Cesare. Tutti questi componimenti ed altri ancora donò con una breve dedica in sestine ai suoi. Riporto qui uno dei sonetti alla moglie, scritto nel settembre 1845 a Castel S. Angelo, quando, pronunciata già la sentenza, ma non ancora comunicatagli, il Galletti, che viveva ore ansiose sul 6UO destino, rievocava mestamente il ricordo delle sue nozze:
IL, CINQUE SETTEMBRE
Sonetto
Sorse vont'anni or eon quel dì beato in cui fede di sposa io . gxurnl e al mio fianco t'avvinsi ed al mio fato ohe allor ridente, lieto ognor sognai.
Qiovenbudo e piacer venianei a lato pace ed amore ci seguir, né mai volser da noi : e padre avventurato fui di tal prole, ai ch'io meu beai.
Ed or, ahi lasso! un career mi rinserra e patria e figli e te, tutto perdei -vittima O il eie) lo sa d'iniqua guerra.
Giorno fatalo gli aridi occhi miei di pianto oggi per te bagnan la :tormr: si bello allora, come amaro or sei.