Rassegna storica del Risorgimento

BONAPARTE NAPOL?ON FRAN?OIS DUCA DI REICHTADT
anno <1933>   pagina <550>
immagine non disponibile

50
Shrmrnmp Loerrnson-
Del resto il podestà di Bologna fece sapere il 15 maggio al prefetto del dipartimento del Reno che il giorno 20 marzo non ebbe luogo a Bologna la nascita di alcun infante, figlio di militare. Anche negli altri comuni non risultarono nascite di militari il 20 marzo. Soltanto ad Imola un disertore amnistiato cercò, ma in contrasto con la dichiarazione del­l' ufficiale di stato civile-,, di far figurare un suo neonato come venuto alla luce in quel giorno.
Ma con circolare a stampa, 22 maggio, del senatore ministro pel culto, Bovara, ai prefetti ed ordinari del Regno, venne comunicato il differimento del battesimo del re di Roma ed in conseguenza delle rela tive feste, dal 2 al 9 giugno, dimodoché l'8 giugno il prefetto, A. Quirini Stampalla, fissò per il giorno appresso le corse di cavalli e i fuochi di gioia.
Sulla deputazione che si recò a Parigi ad assistere a nome della città di Bologna al battesimo del re di Roma, si hanno alcuni documenti con le rispettive istruzioni Essa in definitiva, rimaneva composta del podestà di Bologna, Bianchetti, ciambellano del viceré, del consigliere comunale, eonte Fabio Agucchi, e del conte Luigi Albergati. (DOG. VI)
Tale deputazione era munita dal ministro dell'interno del Regnò d'Italia, Vaccari, con commendatizia, al ministro delle relazioni estere, conte Marescalchi, presente allora a Parigi.
Tra gli indizi pervenutici che non tutta la popolazione condivideva l'entusiasmo per il parto felice dell'imperatrice, entusiasmo, non intie­ramente artificiale, ma intonato abilmente dalle autorità francesi, havvi la diffusione di un libello ingiurioso affisso in più copie nella cittadina di Lugo. Offriva essa un terreno propizio per dimostrazioni antifrancesi, essendovi stati messi sotto processo, qualche tempo prima, alcuni citta­dini per sospetto di sanfedismo, e che allora trovavansi ancora in carcere.
Furono dunque trovate, la mattona del 24 marzo 1811, affisse nella piazza del comune di Lugo alcune copie di un manifesto infamante le persone dell'imperatore e dell'imperatrice. (Doc. Vii).
Furono trasmesse subito dal commissario di polizia di Lugo, Gaspa-roni, due copie del libello al prefetto del dipartimento del Reno in Bolo­gna. Nel ritrasmettere, il 31 marzo, copia del libello al direttore della polizia generale in Milano, egli esprìme la propria indignazione per l'atto perverso, assicurandolo che si occuperà con straordinaria energia per coprire lo scellerato autore del libello : e il giorno appresso raccomanda al commissario di Lugo le indagini più accurate con la cooperazione del giudice di pace* anche valendosi di confidenti. (Doc. VHI).