Rassegna storica del Risorgimento
LEONE XII ; PIO VIII ; CONCLAVI ; GREGORIO XVI
anno
<
1933
>
pagina
<
571
>
Tre eónclavi 571
celebrata dal cardinal decano Della Somaglia, l'unico oramai che dovesse la porpora a Pio VI. Monsignor Testa pronunciò l'orazione prò eligendo pontifice .
Nel pomeriggio i porporati, usciti dalla chiesa di San Silvestro, al canto del Veni Creator, processionaimente si recarono nel Quirinale, e, dopo le lettura delle bolle apostoliche sull'elezione del papa, delle quali giurarono l'osservanza, si ritirarono nelle loro celle, dove ricevettero gli omaggi e gli auguri del corpo diplomatico, della diplomazia e della prelatura. Una campana diede il segnale dell'inizio del conclave, e, usciti gli estranei, fu proclamata la clausura. Solo entrarono ancora, durante il conclave, tredici cardinali ritardatari giungendo cosi a cinquanta e l'ambasciatore austriaco conte di Lutzwow, l'ambasciatore francese visconte di Chateaubriand, l'ambasciatore belga Des Celles, e l'ambasciatore spagnolo marchese de Labrador, per presentare al Sacro Collegio le condoglianze dei rispettivi sovrani per la morte di Leone XTT.
La mattina del 24 i cardinali, vestiti, della croccia , gran manto violetto a lunga coda, iniziarono le operazioni del conclave. Dinanzi ad un altare era una tavola per votare, ed un calice per raccogliere le schede.
I votanti erano divisi, come nel precedente conclave, in zelanti e diplomatici. Questi agognavano alla rivincita. Erano papabili De Gregorio, Pacca, Cappella-ri e Castiglioni. Correva voce che già Pio VII avesse preconizzato pontefice il Castiglioni, chiamandolo scherzosamente Pio VIII.
II siciliano De Gregorio era sostenuto dall'ambasciatore spagnolo, ma avversato dai diplomatici e dall'Austria, che esercitò in questo conclave, per mezzo del cardinale Albani, una forte pressione, e dalla diplo-mazia napoletana* Egli superava nei primi 22 giorni tutti gli altri candidati, cominciando con 9 voti il 24 febbraio, e giungendo il 6 marzo a 22. Ma, dopo l'arrivo dell'Albani, entrato in conclave il 7 marzo, latore del veto imperiale contro di lui, egli vide scendere i suoi voti. Quel giorno non ne confò più che 14 j né si riebbe che verso la battaglia finale, in cui si rialzò ad un massimo di 24.
Pacca cominciava con 10 voti, e raggiungeva un massimo di 10 ; ma la sua debolezza si rivelava dal fatto che la maggior parte dei voti gli proveniva dall'accesso, da elettori che non potevano ripetere il nome dello scrutinio, e rifuggivano dall'astensione.
Il Cappellai-i, dai 7 voti del primo giorno, raggiunse negli ultimi scrutina un massimo di 22.
Il Castiglioni, validamente sostenuto dall'Austria, per la quale l'Ai-