Rassegna storica del Risorgimento
LAFAYETTE, MARIE - JOSEPH MOTIER DE ; PEPE GUGLIELMO
anno
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1933
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pagina
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588
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S88
Alfio lìmmnf)
del Lafayette erti, in fondo, più universale che francese, più umanitaria: che propriòitìieniie politica e contingente ; e oiò appare chioitìi BópÉfcatto iiella BUA opera di carbonaro o massone, come capo dell'Alta vendita di Parigi, o, come pure ai chiamava, il Gran firmamento.A Vissuto a lungo in due secoli cosi opposti il Lafayette appare subito più uomo dell'ottocento che del settéèenito/i; n lui non predominò maijKiiomo tìieer canieo e razionalistico dei secolo dei lumi, concepito cóme pura sensibilità e natura, antistorico* asentimenale e cartesiano. Questi motivi, furono sentiti appena da lui durante la prima fase della rivoluzione francese, maY non tardarono ad essere negati dopo il 10 agosto, quando egli si accorse ehe> il moto straripava fuori degli argini e che? il popóloi andava assai più in là di quanto fosse giusto.
Mentre la Rivoluzione faceva tutto: il suo, corso ,e sfociava ineluttabilmente nell'imperialismo egemonico del Oonsolato e dell'Imperoj il Lafayette continitò a vagheggiare una sua religione arcaica della fra-?e;i?nàà- della eguaglianza e della libertà. Per lui la personalità umana doveva rappresentare una energia propulsiva e trasformatrice: gli stessi concetti fondamentali del popolo erano la tradizione stessa della patria, e davano incremento ad un patriottismo inteso nel più stretto senso della parola. Con una simile concezione della vita gli era indifferente che la Francia fosse governata a repubblica o a monarchia : pourvou que cela soit Itònnete ,,,com'egli diceva, il resto diventava senza importanza. Era la confusione generale dei problemi polìtici e dei valori etici. Il vero è che il Lafayette, antigiacobino e difensore dell'antico partito monarchico, fu un. romantico M*MLli la letUv, e per tutta la sua vita non visse che di una tensione,.sentimentale verso le ideologie da lui idoleggiate.
Strano contrasto, invece, con la tempra spirituale del suo amico e corrispondente 1 Mentre il Lafayette era nettamente e squisitamente un. francese, giacché iti tutti i suoi atteggiamenti egli portava quella nota di estetismo elegante che è proprio dei suoi compatrioti, Guglielmo Pepe invece recava impressi nella sua fisionomia morale i caratteri distintivi della rude, tormentata, selvaggia razza alla quale apparteneva. Hi narra che nei momenti più difficili della sua vita, quando le disgrazie e le persecuzioni avrebbero dovuto fiaccare tutte, le sue'-illusioni e tutte le sue speranze, 'egli usasse .ripeterò, quasi inconsapevole intercalare, una frase : calavrise augno. (Io sono calabrese). E questa frase, che era il riconoscimento di far parte di un popolo oppresso e tormentato, rappresentava anche la consapevolezza delle infinite risorse che quel popolo possiede, delle sue doti morali, delia sua pervicacia nei propositi,