Rassegna storica del Risorgimento

OPORTO ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA
anno <1933>   pagina <634>
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Adolfo Coìomlbp
Oporto 2S Giugno 1840. CoTifideuziale.
IlLma Sig.ra Sig, Pron Colmo
Dal contenuto dell'altro mio foglio d'oggi V. S. m.ina avrà veduto eoe lo stato di S. M. non cessa dall'inspirare serie inquietudini. Debbo soggiun­gerle confidenzialmente che la gonfiezza delle gambe, sintomo il più allar­mante, continua sempre. Al mattino solitamente la gonfiezza era minore della sera. Valerti mi dice che questa mattina per la prima volta essa era la stessa di ieri sera. La gonfiezza arriva fin sotto la polpa della gamba, cioè fino al di sopra della clavicola del piede. Una sol volta, sono 12 o 15 giorni, andò più in su attaccando cioè alquanto la polpa, ma all'indomani era di nuovo discesa al solito limite che non oltrepassò più. Valetti mi dice che l'osso della clavieula non si vede più, che la gamba a quel punto è rotonda, cioè sono rotonde perchè sono gonfie tutte e due, e soggiunge che premendo col dito vi resta l'impronta e che ci vuole qualche secondo minuto prima che sparisca. Finora ebbi l'onore di vedere S. M. ogni giorno. Ieri la M. S. era cosi pro­strata di forze, così smunto, che mi fece più pena del solito. Sarà forse effetto del dolore che sentiva all'estremità della spina dorsale e che ì Medici dicono prodotto dalle emorroidi. S. M. mi disse che si sentiva più debole del solito e soggiunse ogni giorno di più . Ciò disse sorridendo, come sempre, perchè ha una forza d'animo, un coraggio proprio senza pari; mi accompagnò questa espressione con uno sguardo che mi sembrò volesse dire: La mia vita­lità si va spegnendo ogni di più e Senza rimedio! .
Li 26, dopo la partenza del Corriere di terra, S. M. mi chiese se avevo scritto, a Torino, e cosi avevo scritto. Risposi che avevo dato buone nuove, e che avevo soltanto accennato che S. M. era debole. Mi proibì severamente di scrivere la menoma cosa che possa allarmare, osservando che ciò avrebbe spaventato 8. M. la Regina e la R. Famiglia e che assolutamente non vo­leva. Io credo tuttavia dover mio di nulla nascondere a V. S. IlLma. e temo purtroppo che S. M. sia in stato di consunzione! Quanto io soffro veden­dolo in tale stato, e trovandomi nell'impossibilità di giovarle! Una cosa di cui non so rendermi ragione si è che S. M. non mangia quasi niente e che le Secrezioni sono molto abbondanti. Ne parlai ai Medici e noni ne fecero caso. Mi pare tuttavia non sarebbe male sentire in proposito il sig. Cav. Riberi. S. M. ha firmati li tre Decreti, quello cioè dell! 18 Marzo per la destina* ione dei fondi disponibili, dei Bilanci, e gli altri due di approvazione dei t'ondi della Cassa del Servizi secreti degli anni 1847-48. LI trasmetterò a V. S. IHvjna per mezzo del Sig. Cav. Collegio. Ho pure parlato alla M.-S. della di Lei annoaUtù con militò quel riguardi che l'animo delicato della S. V. IU.ma