Rassegna storica del Risorgimento
OPORTO ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA
anno
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1933
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pagina
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647
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Appunti e noli zie 847
ANCORA PROPAGANDA DI GUERRA. A qualche vecchio fonte, che non dimentica per le guerre napoleoniche ipell.e <lel Risorgimento i quattro anni della uà guerra, gli occhi hanno brillato nel vedersi davanti l'altra volta quei manifestino austriaco. Facciamolo di nuovo contento con questi altri due lasciati cadere dagli Anstriacl sulie nostre linee pochi giorni prima di Vittorio Veneto. 11 primo fu lanciato nel pomeriggio del 10 ottohre 1918 dalle posizioni nemiche di Salgareda. sulle trincee italiane della destra del Piavej il secondo fu buttato il 13 ottohre (per la storia, alle 15.45) da un aeroplano su Zenson di Plàvéi e più precisamente su quella località che allora rispondeva al guerresco nome di Frazione M3. Ohi c'è stato sa bene che non era camminata H palagio .
1. Soldati italiani!
In piena e reciproca armonia, basandosi sulla forza dei popoli, le Potenze Centrali trasmisero 1 <i del mese corrente alle ore 10 antimeridiane agli Stati belligeranti nemici nuovamente una proposta di pace.
Quale base serve il programma di pace stipulato dal Presidente degli Stati Uniti il giorno 8 gennaio 1918 nella sua Jànbaseiata al Congresso, del quale fratti i 14 punti furono accettati testualmente e cosi pure le corrispon-denti aggiunte e spiegazioni nell'orazione funebre tenuta sulla tomba di Washington il 14 luglio 1918 e nel suo discorso sulla lega del popoli al 29 settembre 1918. Con questa Illimitata accettazione del programma dell'Intesa, nel nome della quale egli aveva parlato, vogliamo di nuovo ifi solennemente constatare che intendiamo seriamente 41 concludere una pace onorevole.
C5M oserebbe ancora affermare che tutta la nostra premura di finire questo orrendo macello senza scopo e senza alcun vantaggio, che questa premura che ci slamo presa da anni per piti volte* non fosse cosa seria? Se i popoli -che ci stanno dirimpetto come nemici lo vogliono, sarà aitar loro di manifestare la loro volontà di conchiudere la pace. Ammesso che se lo voglia ve-rniuente, sarebbe adesso il veto momento di fluire la guerra e di concludere una pace onorevole per ambedue le parti. Adesso saia II momento per le persone politiche responsabili dell'Intesa di rispondere nello stesso modo, cioè se oggi mantengono quello che hanno promesso al loro popoli ieri, se intendono di dare la pace domani al loro paesi oppnre se pensano di trascinare il popolo per una spio Jfldlelhlte di anni orribili, pieni di stermina e di bru-ttfllità*