Rassegna storica del Risorgimento
OPORTO ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA
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1933
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XtUbri e periodici
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Ricorderò per esemplo tolgo la nottola da espedienti di polista del 1848-49 (1) che ael Febbraio del 1848 un centinaio di operai delle filande di Salerno e delle fabbriche nianofatturlere dell'Imo di proprietà dello Sculttfer, malcontenti delle mercedi, pretendendo anzi che si ristabilissero gli antichi salarli, ribassati dopo l'ultima riforma delia tarlila doganale, sì ammutinarono, abbandonando il lavoro e mimieeiaudo d voler distruggere' gli stabilimenti. Le Guardie ÌSaizionall ed un rinforzo del Corpo dei Cacciatori di Linea, residente a Salerno, riuscirono a sedare la sommossa L'arrivo sul luogo dell'intendente Aurelio Saliceli, accompagnato dal a miglior uomo di questa, provincia, il capo della Guardia Nazionale, avvocato Arossa ristabilì completamente l'ordine.
L'intendente riusciva ad indurre lo Schlafer a fare gualehe cosa per gli operai; specialmente fu efficace la sua azione in beneficio di coloro che si erano mostrati piti discreti nel pretendere.
Sarebbe inutile scriveva in questa occasione il Saliceti al Ministro dell'Interno, Francesco Paolo Bozzelli un rinforzo di truppe a Salerno, che anzi si potrebbe prendere in diverso senso, e dar corpo alle ombre.
RUGGERO MOSCATI.
IRMA ABCUKO, lì Regno delle Due Sicilie nei rapporti con lo Stato Pontificio. Napoli, Perrella, 1933. I*. 9.
H volume che ora si presenta al lettore* ìèbbe già lusinghiera accoglienza nella relazione fattane al XX Congresso di Studi Storici del Risorgimento in Roma. Esso s'impone all'attenzione degli studiosi non solo perchè mette in rilievo le ripercussioni prodotte nell'Italia Meridionale dal movimento liberale romano (1846-1850) e per la serietà, e profondità d'acume con la quale è stata condotta l'indagine archivistica, quanto per l'intento di voler far;rfe saltare in qua! modo Ferdinando II di Borbone seppe trar vantaggio dai dissidi sortì, tra gli esponenti del partito liberale romano e Pio IX. Durante l'elezione papale Ferdinando IT mostrava di restare Indifferente, ammonendo, pero, che il Papa fosse tale o da accoppiare ad un'esimia religione molta esperienza di affari e molta fermezza di carattere. Nondimeno, non manco di rallegrarsi quando fu eletto il cardinale Mestai, formulando voti per mantenere cordiali rapporti. Ma di fronte alle riforme iniziate da Pio IX, Ferdinando II mantenne sempre una costante opposizione, mentre l'ambasciatore napoletano 0. C. Ludolf, nel minuziosi rapporti inviati da Roma al Ministro degli Esteri napoletano faceva trapelare tutta la sua perplessità circa la ripercussione che gli arditi disegni di Pio IX avrebbero recato agli altri Stati
(1) Archivio Stato di Napoli, E*p*mm m poltra (1848), f. 198.