Rassegna storica del Risorgimento
OPORTO ; CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA
anno
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1933
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LiììH e perioditi
italiani. Alla fine del 1840 i rapporti anche clandestini tra lo Stato romano e il regno Borbonico; diventano più frequentì, mentre alla corte di Ferdinando II si recitavano novene perchè la Tergine illuminasse, l'anima sviata del S. Padre . Proclami e manifestini nella prima metà del 1847 rendevano attiva la propaganda liberale, pero la politica moderata del cardinale Glzai, faceva ben sperare il Ludolf (e per riflesso Ferdinando II) tanto da fargli scrivere in un rapporto riservato del 25 giugno '47, che li cardinale segretario di Storto stabilite le linee di Quelle giuste riforme che eoueedea, avrebbe o no fatto-piacere, non sarebbe andato oltre . Un episodio degno di esser messo in rilievo circa 1 rapporti tra Napoli e Roma è l'allontanamento di Monsignor Gras-sellini dalla sua carica di governatore romano durante la congiura Gregoriana. Come direttore di Polizia egli non senti la responsabilità degli accer-fameuiti di fronte all'orgasmo popolare e affidò il compito d'investigare al Gi-ceruacchio e compagni. Questo modo d'agire fu riprovato ed il Card. Ferretti i<> costrinse ad abbandonare la carica, con grande dolore di Ludolf. L'attegr-gi amento assunto da Pio IX per l'occupazione austriaca di Ferrara, ebbe forte ripercussione nel regno delle Due Sicilie, mentre con vari provvedimenti e speciali disposizioni di vigilanza (per es. per i domini pontifici di Benevento e Pontecorvo) Ferdinando II cercava di comprimere quegli ideali che ormai erano diventati una fede nell'animo dei regnicoli. La propaganda dei liberali romani teneva in continua agitazione il regno delle Due Sicilie e non mancavano promesse d'aiuti reali che, per fortuna del Re, non furono mantenute. Però la costituzione concessa da Ferdinando II ridestò gli entusiasmi di Roma. Eppure all'ombra della Costituzione Ferdinando II restava sempre in continuo disaccordo col papa per la questione Siciliana, che rimase il punto' culminante del contrasto tra il liberalismo romano e l'assolutismo borbonico. Malgrado questa diversità, di vedute Ferdinando II e Fio IX convenivano in* una identità di politica riguardo alla partecipazione alla prima guerra d'indipendenza. Dopo il 15 maggio il ritiro delle truppe borboniche fu un atto che al governo pontificio, allora rappresentato dal Marni ani, sembrò deplorevole non essendovi corpo al timore per una repubblica . Il Ministro Rossi portò il Ravvicinamento della politica pontificia a quella del governo napoletano, avviel-namento che apparve sempre più palese e concreto sia con la fuga di Fio IX n Gaeta, sia nell'azione diplomatica svolta dal governo borbonico per 1* intervento militare contro la repubblica romana. Ma in fondo l'opera svolta da Ferdinando II per gli interessi del Papa fu tutta a nella costante e fervida attività diplomatica esplicata alla Corte di Gaeta e nella Conferenza delie-Potenze collegate . Il soggiorno di Pio IX a Gaeta aveva chiarito I rapporti politici con l'I Borbone e Ferdinando II, nell'aintare la Restaurazione papale, più Che al trionfo delle armi aveva sostenuto quello delle idee reazionarie-