Rassegna storica del Risorgimento

anno <1933>   pagina <662>
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62 de Vecofti di Val Oiamon
gliata gara elettorale caratteristica ai nostri congressi. Vive un principio di autorità che discende dal governo del Re impersonato nel Duce ed accentra nel presidente la gravità dei poteri e delle conseguenti responsabilità.
Nasce la delimitazione delle attribuzioni: affinchè ra­zione nostra, allacciandosi con solide congiunture, si sommi senza elidersi all'azione di altri istituti.
Nascono poteri discrezionali per promuovere i congres­si soltanto quando rispondano a chiare necessità scientifi­che e per regolarne i lavori coi sistemi del regime e non più con quelli di tempi sorpassati.
Si genera in un uomo solo, nel responsabile dell'ope­rato di questa società storica, il dovere di rispondere per­sonalmente al governo del Re ed alla nazione di quel deli­catissimo strumento educatore che è una rivista di storia: la nostra Rassegna .
L'incarico che ho avuto ha il suo peso. Lo assolverò con la più assoluta intransigenza nella applicazione e nella difesa della dottrina e della pratica di vita del Fascismo, glorioso bagaglio spirituale del Regime che, valicando le frontiere sulle rinnovate vie consolari, sta conquistando il mondo. Lo assolverò con la precisa intransigenza di una sen­tinella. L'umile fatica sarà gioconda e darà fatalmente i suoi frutti. Il peso potrà forse essere men lieve; ma l'opera non riuscirà certamente difficile. Ne dà assoluta certezza il clima storico pieno di destino nel quale abbiamo la fortuna di vivere.
Jl Fascismo ha una sua dottrina anche nella storiogra­fia. Direi che dalla certezza del Fascismo di essere genera­tore di storia, dal suo contenuto etico religioso si genera spontaneamente un modo particolare di vedere, di sentire, di vivere la storia.