Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1933
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pagina
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663
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Vita nuova 688
Per noi la storia non è un casellario, non il gabinetto di un chimico, non lo studio fisico del roteare della biella di una macchina a vapore, non fine a sé stessa, non registrazione di fenomeni meteorologici, non un museo di fatti.
La storia è per noi dura regola di vita che crea la vita nuova. E' un ieri che diventa domani. E' una molla che ci lancia all'avvenire. E' l'orgoglio di una parabola imperiale che ci insegna la linea parabolica del nuovo impero. E' sempre futuro ed è sempre atto di fede. Afferma sempre, non nega mai. Non conosce esaltazioni vuote nel successo, non conosce depressioni nella sventura. E* la cresima della nostra fede nazionale ci imprime il carattere.
E' compito particolare della nostra società lo studio della storia del Risorgimento. Noi vi dobbiamo attendere, secondo il nuovo statuto, considerandola come creazione della unità italiana e come presupposto della Rivoluzione fascista .
Due pensieri che esprimono un fatto unico, in quanto jl processo formativo dell'unità nasce col Risorgimento e raggiunge i suoi termini attraverso sviluppi, soste e deviazioni appunto colla Rivoluzione fascista, collo Stato mussoliniano. Ho detto processo formativo dell'unità, non elementi formativi della stessa. Gli elementi formativi degli Italiani hanno una storia multimillenaria ed hanno per madre ultima Roma.
Alla romanità noi teniamo fisso lo sguardo anche quando studiamo il Risorgimento. Soprattutto quando studiamo il Risorgimento : crepuscolo mattutino di un giorno che riavrà il suo meriggio imperiale. Crepuscolo mattutino che segue alle tenebre di una notte di oblio, di servaggio, di disordine, di conati dispersi per ritrovare, ahimè, nel sogno e non nella vita, la grandezza di Roma.