Rassegna storica del Risorgimento

anno <1933>   pagina <664>
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664 de Vecchi di Val Cismon
Noi dobbiamo attendere agli studi del Risorgimento per togliere quella pagina di storia da un ambito meno oppor­tuno e portarla invece, secondo gli ordini del Duce, a più diretto contatto del popolo italiano .
Presiede alla nostra fatica lo spirito che ho detto, quel­lo spirito che oggi fa del popolo italiano una monolitica unità. A far perfetta la fatica uniamo allo sforzò dello spi­rito anche il metodo, che nasce e matura dalla nostra disci­plina e dal nostro ordine. Anche il pensiero senza metodo, non è costruttivo : è razzo, è meteora, e fuoco d'artificio, non luce diurna, e meno che mai è un edifìcio che sorge e rimane.
Vogliamo estendere la ricerca, la conservazione e la pubblicazione delle fonti. Vogliamo fornire allo studioso, allo storico, quanta più possibile materia per il suo studio. Vogliimo questa materia elaborare noi stessi per servire di esempio e perchè ne nasca anche l'opera divulgativa che è sempre stata e rimane la più utile, la più feconda ai fini educatori della storia.
Ho parlato di unità. H crepuscolo mattutino del Risor­gimento è il crepuscolo dell'unità. L'aurora del nostro gior­no, italiano e romano, è soltanto l'aurora di Vittorio Ve­neto <JO1 suo carro trionfale. Aurora di vittoria, giovinezza di popolo, luce nuova sorta da un atto di volontà più ancora che dal troppo sangue, successo pieno dello sforzo di un po­polo in armi che ebbe allora, e la storia lo conclama, Altezza Reale, con voce che non falla, a guida, a cemento, a propul­sore fra tutti i capi un capo solo: il Re. Il Re Vittorioso!
Poi qualche nube sembra far ritornare le tenebre. Ma il giorno avanza ed i fati hanno il loro compimento per ope­ra dell'Uomo della provvidenza che raccoglie la volontà dei morti e ne fa ragione di vita. Dopo la vittoria, la perfetta