Rassegna storica del Risorgimento

anno <1933>   pagina <670>
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de VeoolU di Val OUmon-
ture che successi, quella indissolubile coesione di popolo che è generata da uno Stato forte.
Un simile nucleo fondamentale non perisce neppure quando tutta l'altra parte del pòpolo italiano, immensamen­te ricco di storia, vi aderisce e reca l'apporto delle più for­midabili qualità d'ingegno, di cultura, di genialità, di pron­tezza. Non perisce perchè conserva a nucleo fondamentale la Dinastia di Savoia che vi apporta il millennio di una tra­dizione di diamante, la quale è sempre e sopratutto un do­mani. Lo Stato sabaudo, divenuto per virtù di Monarchi e di popolo Stato italiano, può così sotto il regno della Mae­stà Vostra; artefice e maestro di storia, artefice e maestro di guerra, essere rinverdito dal Duce nella romana matrice, riaffermandosi nei tempi nuovi con ordinamenti novissimi lo strumento più valido per il divenire romanamente sereno ed imperiale della Nazione..
Moniti così alti ed augusti non soltanto conclama questa terra alpestre testimone di tanta sapienza politica in sem­plicità lineare -e di tanta gloria guerriera in tenacia indo­mita. Li conclamane in particolare queste mura che ci ospi­tano, sature di storia e di destino, riconsacrate ancora una volta dalla Vostra presenza, Maestà. Questo palazzo che conserva alle sue fondamènta la porta decumana di Roma, che incorpora le due torri che la guardavano del Castrum che Cesare fondò ed Augusto abbellì, presidiò di romanità, prima città italiana dopo Ocelum stazione di confine alla chiusa di San Michele in Val di Susa; questo antico palazzo che per vecchia baracca doveva in un giorno triste essere demolito e fu, salvato, è il testimone più chiaro della nostra romanità, di tutta la nostra storia torinese.
Non ospitò i Vostri Maggiori per tanta parte del Me-