Rassegna storica del Risorgimento
anno
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1933
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pagina
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671
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Vita nuova 671
dio Evo, della rinascenza e via via sempre in vita fino a quando, staccatosi dai Reali Palazzi non fu sede del primo Senato del Regno; dopo di avere udito, proprio in quest'aula, il grido di dolore innalzato dal Gran Re per tutta l'Italia, che doveva divamparne come presa da un immenso rogo d'amore?
Nell'apporto di questa città all'Italia Madre, alla Gran Madre Roma, non vi sono bellezze, non vi sono ricchezze: tutto è modesto, anche la serena e sobria serietà cittadina che fu a torto chiamata freddezza; a torto perchè ebbe le sue esplosioni incontenibili di passione civile e militare. Noi non potremmo offrire alla'Maestà Vostra se non una tradizione che è sempre pari a sé, che non è mai venuta meno nei secoli, una tradizione che non è promessa soltanto perchè è assoluta certezza; una tradizione di onore militare e di fedeltà.
Nella occasione nella quale conchiudendosi tre Congressi Storici si celebra a così Augusta presenza il centenario della istituzione di una medaglia al Valor Militare settemila volte appuntata sul petto dei Torinesi e ventiquattromila sul petto dei Piemontesi, l'offerta simbolica a così gran Re potrebbe forse apparire opportuna. Ma purtroppo neppure questa possiamo seriamente dare alla Maestà Vostra. L'anima di questa gente, della quale so di essere interprete rispettosamente fedele, i suoi averi fino all'ultimo soldo, il suo sangue fino all'ultima goccia sono, e non per finzione retorica, Vostri da nove secoli. Dei Vostri Maggiori prima, di Vostra Maestà ieri oggi e domani, dei Vostri posteri poi : perchè così è impersonata la indistruttibile, la storica realtà, della Patria. Come tutti i padri anche i figli conoscono le vie del dovere.
Massimo D'Azeglio potè dire a suo tempo che invece