Rassegna storica del Risorgimento
LIGURIA ; NAPOLEONE I
anno
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1933
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pagina
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680
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6B0
Vito Viiala
diosi di questo periodo e più volte ricordata dal Pivano e dal Sòriga, ricorderò soltanto elle quella sua audace affermazione d'italianità indipendente e unitaria, della necessita cioè che i brani in cui l'Italia è stata divisa e che si chiamano stati si riuniscano in una sola- indivisibile repubblica ó almeno in tante repubbliche democratiche federate , è del 1794, anteriore cioè alla campagna napoleonica, anteriore al famoso concorso del governo provvisorio di Lombardia. Piuttosto merita di essere ricordato che dei quattro italiani, che, cominciata la campagna napoleonica, esprimono a Parigi la delusione per il contrasto tra le parole e il contegno dei Francesi1, due, G. B. Serra e Gaspare Bauli, sono genovesi, appartenenti ai! novatori, partecipi della congiura antioligarcMca del 1794. Il Serra, fratello di uomini che ebbero parte principalissima nelle vicende della repubblica, aveva cominciato dal farsi chiamare, nella sua dimora in Francia, Serra il Giacobino, ma l'esperienza, il contatto con l'elemento militare francese, "f colloqui a Nizza con Robespierre iuniore, lo avevano deluso e al fratello Giancarlo, che sperava la trasformazione interna dello stato dall'invasione francese, scriveva : a No, amico mio, non aspettare la rigenerazione del tuo paese dalla mano dei Francesi. Spargerai un giorno lacrime di sangue su un progetto prodotto dalla disperazione .. Piarole nelle quali è più che in barlume una concezione d'italianità; ma poiché l'Italia non fa da sé la rivoluzione che egli sogna si affida poi entusiasticamente a Napoleone Bonaparte, dal quale invoca l'aiuto a vincere i pregiudizi di campanile per riunirci al resto dell'Italia libera, supposizione ancor lontana ma che il vostro genio potrebbe accelerare . Ma nuove delusioni lo attendono ; alle furie demagogiche dei! nuovi repubblicani e più alla sospettosa e opprimente sorveglianza dei generali e diplomatici francesi egli finisce con essere sospetto e va ancora in esilio e a Parigi!, nel luglio '99, è nel gruppo degli italiani che invocano l'unità d'Italia.
Come lui costretto a nuovo esilio nel 1798 Gaspare Sauli, del quale le affermazioni unitarie sono anche più aperte e costanti, soprattutto nel giornale II Difcsore della Libertà, vissuto dal 1 luglio 1707 al 25 gennaio 1798. Con chiaro accenno alla forma politica vagheggiata, il giornale porta nella testata la f oratola anno I della Repubblica Italiana . Con tenace illusione, ripete più volte che l'Italia formerà ben presto un. unico stato, e nella discussione tra federalisti e limitari si. sehiéra risolutamente per l'unità. Chi parla Óì federalismo è nemico della democrazia e della patria, a chiunque