Rassegna storica del Risorgimento

LIGURIA ; NAPOLEONE I
anno <1933>   pagina <681>
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H ooniriìmio della Liguria alla concezione nazionale G81
invece parlerà dell'unione i Liguri debbono rispondere: la Liguria è pronta ad unirsi all'Italia libera quando sarà tutta rivoluzionata o almeno quando l'Italia libera sarà liberamente governata, riu­nendo in una sola repubblica i differenti stati ?>,, nelle quali parole l'accenno alla opprimente protezione francese è di una precisa caia? rezza.
Campoformio tronca le illusioni e apre gli occhi ai sognatori. Che avverrà ora dell'Italia? Tutto faceva sperare che sarebbe risorta in uno stato e invece al nome glorioso di repubblica italiana sa­ranno sostituiti i nomi oscuri ed ignorati di Cisalpina e Cispadana . Tuttavia vuol ancora sperare che Bonaparte si induca alla grande opera di unione ; se lo farà, qual uomo più grande di lui? Bisogna perciò mostrare concordia, rinunciare alle rivalità secolari, amal­gamare gli interessi formando un sol corpo politico del paese, perchè : i soli confini che la natura vi ha fissato con indelebile segno sono quelli che dividono dalle estere nazioni il bel paese che Appennift parte e il mar circonda e VAlpe . Unità polìtica dunqucorrispon-dente all'unità geografica.
Poco dopo, il giornale cessa le pubblicazioni ; qualche mese più tardi il Bauli, sospetto anche lui come ex nobile, è esiliato e scom­pare quasi interamente dalla vita politica; ma l'eredità del Difen­sore è presa dal Censore Italiano fondato dal Biagini e al quale col­labora, tra nitri, anche il dort.. Giacomo Mazzini. La concezione unitaria, dapprima rappresentata come lontana evenienza - gli stati italiani! debbono diventare altrettante repubbliche, lasciando poi al tempo il conseguimento dell'unione - si fa sempre più chiara e insi­stente, anche quando Biagini ha cessato di far parte della redazione.
Un articolo del 1 novembre 1798 afferma che l'Italia cambierà d'aspetto prima di ogni! altra nazione e la Francia repubblica, meglio illuminata sopra i suoi veri interessi, non temerà nella Repubblica Italiana una rivale e pochi giorni dopo un ipotetico Incognito del Caffè, caratteristica imitazione del famoso articolo pubblicato nel Oaffè del Verri 20 anni prima, dice : La mia patria è l'Italia ; io non voglio appartenere ad alcuna delle nazioni nelle quali fu divisa dalle barbarie degli antichi tempi. Finché l'Italia non forma una sola nazione libera, io mi dichiaro, benché italiano, straniero in Italia e incalza con la speranza di trovare al ritorno dal viaggio che intraprende alla ricerca di veri italiani, uomini i quali avranno una mente per concepire il grande disegno dell'Italiana Libertà ed un cuore per intraprendere l'esecuzione. Chissà se al ritorno non tro-