Rassegna storica del Risorgimento

LIGURIA ; NAPOLEONE I
anno <1933>   pagina <684>
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politici avventiti e come unica salvezza per l'Italia e, s'intende, per la Francia. Una serie di artìcoli intitolati <c Vantaggi delle grandi repubbliche arriva alla conclusione die se l'Italia formasse una sola repubblica gli Interessi di' tutte le sue parti andrebbero a riunirsi in un centro comune, né le une cercherebbero di nuocere alle altre, di paralizzarsi scambievolmente* eccome avvenne in Grecia . Una sola è la salvezza per l'Italia, come per la Francia che ritroverebbe tra gli Italiani le simpatie perdute, la riduzione d'Italia a repubblica una e indivisibile. A misura che la situazione si aggrava e i Fran­cesi perdono terreno davanti all'avanzata austro-russa, il linguaggio si fa più aperto e preciso e-la- connessione tra i due concetti, con­danna della politica della Francia è necessità dell'unità repubbli­cana d'Italia, si fa più insistente e recisa. O voi, che reggete il destino della grande repubblica scrive l'il maggio, prima dunque degli appelli dei profughi a Parigi proclamate solennemente che tutti i popoli italiani si riuniscano in un sol popolo sotto l'ombra della Repubblica Italiana una è divisibile, ed annunciate in faccia all'Europa che, conchiusa la pace generale, rientreranno i Francesi nei confili ideile Alpi, confini posti dalla natura per dividere l'una Nazione dall'altra .
Ma l'indipendenza e l'unità non devono essere soltanto dono al­trui, e due cose occorrono essenzialmente agli Italiani per conse­guirle abbandonare l'imitazione servile degli stranieri, essere cioè se stessi, pienamente italiani e originali, e ricorrere alle armi, unico mezzo per acquistare e difendere la propria libertà. Non dispe­riamo della salvezza della patria conchiude l'articolo del 18 mag­gio. Giuriamo di vegliare sollecitamente sui nostri destini e di non abbandonarli all'altrui cura. Giuriamo di essere liberi, indipen denti, e possa questo giuramento essere ripetuto da tutti i patrioti d'Italia !
Queste parole chiudono un notevolissimo articolo, caratteristico per la strana coincidenza con uno dai passi più celebri della mo­derna poesia italiana. L'efficacia civile dei sepolcri vi è confermata con la rievocazione delle tombe di Santa Croce, col ricordo di Galileo, di Michelangelo, di Machiavelli. Il sentimento antifrancese che ispi­rerà i Sepolcri foscoliani qui dà luogo alle solite recriminazioni e alle solite considerazioni per chiudere con quell'invito all'unione e quel grido di dignità non indegno del poeta. Dalle sventure e dalle delusioni sorge dunque, se pur non ancora ben chiara e decisa, la conclusione die la nostra sorte dipende da noi stessi. Peccato non