Rassegna storica del Risorgimento

BELGIO ; PELLICO SILVIO
anno <1933>   pagina <693>
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La fortuna dei Pellico m Beli/io 0ft
areligiosa e patriottica, ci mostra tutto ciò che ha provato di emozioni dolci e terribili, d'alternative di rassegnazione, di disperazione, di fiducia nella Provvidenza divina e di scoraggiamento. Egli ci! fa as­sistere meno allo svolgimento di avvenimenti, che alla rappresenta­zione di scene morali e interne che questi avvenimenti hanno provo­cato- Egli non parla né di politica, né dei fatti che hanno cagionato la sua condanna ed i snoi compatriota gli saranno grati di questa reticenza, perchè è grazie ad essa che una parte di loro deve il fa­vore di leggere le Mie Prigioni e di attingervi degli alti insegnamenti, ìLa poi ice autrichienne prosegue a senti tonte la portée de ce livre. Les paroles de Pellico remuent jusqu'au fond du coeur la ha ine italienne contre la domination étrangère . La mansuetudine del prigioniero, la sua rassegnazione, la sua anima amante, generosa anche verso i suoi carcerieri ed i suoi carnefici excite l'indigna-tion avec bien plus de puissance qne ne le ferait la psinture éner-gique des maux qne les malheureuses victimès du despotisme autri-chien endurent dans les prisons d'état, ou, poui* mieux dire, dans les tombeaux de Spielberg . L'importanza del libro del Pellico è l'esem­pio sublime dell'alleanza santa della fede cattolica e delle idee libe­rali nell'anima religiosa d'un nomo colto, esempio che concorrerà po­tentemente, con l'azione incessante dei dolori morali d'nn popolo op­presso, a rialzare la grandezza italiana,, a dare una patria a 22 mi­lioni! d'uomini che la coalizione dei despoti d'Europa ha diviso, come un vii gregge, in otto brani di schiavitù e di vergognoso sfruttamento. Occorre dirlo francamente, l'ambizione del clero cattolico ha per tanto tempo subordinato la religione alla politica, ha impiegato la fede eome mezzo di dominazione, come uno strumento di schiavitù. Da ciò questa singolare unione, unione mostruosa del dispotismo con la chiesa cattolica, questa comunione d'interessi dell'altare e del trono assoluto, e di là pure fra l'amore, la libertà e la fede catto­lica, fra la marcia progressiva dell'umanità e le credenze della chiesa romana. Se questa incompatibilità fosse vera la libertà sarebbe im­possibile, o quanto meno, anche ammettendo che la religione cat­tolica sia condannata a perire, occorrerebbe una lunga successione di generazioni per potere innalzare sulle rovine del cattolicesimo il tem­pio della libertà in Europa. Fortunatamente la religione cattolica è innocente dei delitti del dispotismo, ed i dogmi che stabiliscono la uguaglianza fra gli uomini, che impiegano l'amore fraterno come bene sociale, sono lontani dal sanzionare la schiavitù e l'oppres­sione dei popoli. Le anime buone hanno compreso che era tempo di!