Rassegna storica del Risorgimento
BELGIO ; PELLICO SILVIO
anno
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1933
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pagina
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Mario Battutini
separare il governo della chiesa dal governo civile, per non attribuire all'uno gli errori dell'altro. L'unione di questi due poteri è stata, è vero, un bene, un vero progresso quando l'uomo era lo schiavo dell'uomo, quando occorreva riabilitare la razza umana, ma oggi! che la società è già entrata nelle grandi vie dei miglioramenti sociali, l'intervento della religione negli affari civili è dannoso, non solo agli interessi temporali, ma ugualmente a quelli religiosi. Per arrivare a questo, cioè alla separazione desiderata, occorre il concorso e la unione delle grandi notabilità religiose liberali, affinchè il loro esempio attiri la folla che non ha tempo né volontà di esaminare questionai, cosi alte e così -difficili. E' con piacere che vediamo da un lato l'alta intelligenza di Lamennais, di quest'uomo eminentemente religioso, proclamare la libertà come un bisogno della religióne, e che noi intendiamo dall'altra parte la voce potente di] Manzoni e di Pellico, degli uomini i più devoti ai veri interessi politici, ravvivare il sentimento religioso per raccogliere i popoli sotto la bandiera della libertà .
L'articolo è dì qualche importanza anche per lo studio dì quel movimento politico religioso, manifestatosi in Fiandra anche prima del Lamennais, studio al quale attende con amore un" giovane studioso belga.
Le Liberal ricordato, si occupò di nuovo del libro del Pellico, non volendo lasciar passare inosservate alcune considerazioni del Le Journal des Débats del 3 settembre 1833. Infatti il giornale parigino, parlando di nuovo delle Prigioni, con le note del Maron-celli, del quale però non faceva neppure un cenno, mostrando dì voler ignorare completamente le sofferenze ed f patimenti del modenese, forse perchè tanto dissimile di carattere e di opinioni al Pellico, e non come questi ortodosso, attaccava il carbonarismo con alcuni periodi dai quali traspira tutto lo spirito reazionario del giornale francese (1). L'affermazione fu rilevata da Le Liberal, il quale, nel N. 253 del 10 settembre, rispose con un articolo pieno dì tutto il calore che esso poneva alla causa dell'indipendenza italiana. Prima di riferirlo integralmente non ci sembra inutile riportare il periodo del giornale di Parigi, oggetto della risposta belga, perchè servirà meglio a comprendere lo spìrito ben diverso che informava i due scrittóri. Le Journal des Débats scrìveva:
(1) L'Articolo non è firmato.