Rassegna storica del Risorgimento
BELGIO ; PELLICO SILVIO
anno
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1933
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pagina
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699
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La fortuna del Pellico in Belgio 099
zione di un cenacolo di cattolici essa attribuiva maggiore importanza alle opere che si riferivano alla filosofia ed alla religione e pubblicava raramente articoli e studii originali, ma generalmente articoli di riviste e giornali francesi. Cosi per le Mia prigioni si limitò a riferire integralmente, nel tomo 7, pagg. 393-409, 1833, lo studio che su quelle era apparso nella RevuQ Européenns. di Parigi N. 19, tomo VI0; lungo articolo il quale lodava senza riserve l'opera del Pellico che non fa dell'arte, come si dice oggi, che non cerca di maravigliarci o di divertirci, ma semplicemente di renderci migliori. E' un cristiano reso perfetto dalle sofferenze e perciò non ha acrimonia, né risentimento contro coloro che lo hanno perseguitato, ma porta loro una specie di riconoscenza per essere stati gli strumenti del suo perfezionamento morale. H libro del Pellico. concludeva ci piace sopra tutto per il suo candore, qualità quasi sconosciuta principalmente in Francia fra gli) scrittoli, ma che ha una grazia ineffabile, quand'è vera e di buona qualità . La diffusione delle Mie prigioni in Belgio fu senza dubbio larga e continua. L'editore Meline, che già nel 1833 aveva riprodotto la traduzione del Latour, non si arrestò e nei successivi anni ne dette nuove edizioni : anzi nel 1834 ne fece una speciale in italiano. Là Soeieté pour Vinsirmtion privmme et populaìre, della? quale era segretario Edouard Ducpétiaux, ne mise in commercio, nel 1834 e 35, delle edizioni a 60 centesimi. La Soeté pone, la propagation des oons livres, che fu inaugurata il 20 aprile 1835 nella chiesa du Sablon con un discorso dell'abate Bone e che era diretta dal canonico Triest, ne fece numerose edizioni. Anche la Sooieté ilei bibliothèques éeonomiqi/es3 ne curò, fin dal 1834, varie edizioni. In generale quelle edizioni erano la riproduzione integrale di altre francesi, giacché la mancanza di speciali convenzioni rendeva facile la contraffazione, contro la quale i giornali francesi non mancavano di protestare. Però nel 1838, la. So.oiété uationale pour la propagation des oons livres ne dette una nuova traduzione in due separati volumetti. Una nuova traduzione delle Prigioni, alla quale era unita la biografia del Pellico, scritta dal Maroncelli, era compinta nel 1839 da Léger Noel, giovane francese, nato a Mauri ac, precettore dei figli del barone Snovy d'Oppuers a Bruxelles. Il giovane poeta, era nato nel 1811, era già noto per una raccolta di poesie Amertumes et eonsolat'wm che aveva dedicate ad Alfred de Vigny ed alle quali era premessa una prefazione d'Oscar Turge. La traduzione del libro del Pellico, condotta con eleganza, era pre-