Rassegna storica del Risorgimento
BELGIO ; PELLICO SILVIO
anno
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1933
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pagina
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718
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Mario Battistini
l'antica senza che le rassomigliasse, degna del 19 secolo e del poeta stesso. La Francesca di Pellico è una creazione completamente differente da quella dantesca e che gli appartiene in proprio, come gli altri personaggi della tragedia* ed essa si presta meravigliosamente per mettere in luce i caratteri di Guido, di Lanciotto, di Paolo e della disgraziata donna che le sciagure, le lotte, i rimorsi rendono degna d'una pietà simpatica e tutta diversa da quella che si prova per la Francesca della Divina Commedia . Dopo avere analizzato e riassunto la tragedia stessa il critico prosegue : Sembra che con questa tragedia il Pellico si sia preso il compito di mostrare che sii possono produrre grandi effetti con mezzi semplici. Egli sa eccitare in noi le commozioni più profonde e più varie, senza ricorrere al ciarlatanismo di certi colpi di scena, inventati a bello studio, senza la complicazione improvvisa d'avvenimenti stra-ordinarii. La parte di Lancillotto mi sembra concepita in una maniera completamente nuova. Francesca non è la sposa criminale della Divina Commedia, ma più disgraziata che colpevole perisce vittima d'una catena di circostanze che si riuniscono per abbatterla. Così r odioso della sua morte immeritata non ricade su Lancillotto, che è in errore a suo riguardo, e non è un merito piccolo dell'autore aver saputo immaginare uno scioglimento che conservasse a ciascuno dei personaggi l'elevazione del carattere ed il grado d'interesse che aveva loro assegnato al principio (1).
La traduzione del Clavereau è l'ultimo omaggio reso nel Belgio al poeta vivente, che si spengeva la mattina del 31 gennaio 1854, calmo e rassegnato come aveva vissuto. Ma la scomparsa dell'autore delle Prigioni sollevò ben poca emozione. Già nel 1841 era corsa la notizia della morte del Saluzzese che, attraverso i giornali francesi, era stata raccolta da L'Indépendant di Bruxelles N. 250 del 7 settembre, che poco dopo smentiva, riferendo anche, qualche giorno dopo, un brano della lettera che lo scrittore aveva diretto ad uno dei suoi amici (2), ma dalle pubblicazioni non si rileva alcuna commozione. Così nel 1854, i giornali belgi ed anche la rivista cattolica Préet8 Ei8toriqu6s di Liegi (3) si limitarono a darne in .quattro fredde linee l'annunzio necrologico. Solo Ls. Messager de
(J) N. 258 del 1S settembre e N. 277 del 4 ottobre 841. (2) Hcsstnjcr de Band N. 37 del (i febbraio; Edio de Mons N. 82; Etiianvi-patron e Indrfpt'ndmiae di Bruxelles N. 87. Prfolt eit., 1854, pog. 110. (8) N. 80 dell'8 febbraio 1854.