Rassegna storica del Risorgimento
1797-1798 ; REPUBBLICA ROMANA (1798-1799) ; STATO PONTIFICIO
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1933
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726
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726 A. M. Gliisalberti
traduzione delle Riflessioni civili e morali dell'abate de Bellegarde (Faenza 1787), la versione della storia ravennate di Desiderio Spreti (Ravenna 1793-1796), il Compendio istorico dell'arte di comporre i musaici (Ravenna 1804), le Memorie intorno i domimi e governi della città di Ravenna (Faenza 1822), per tacére di lavori minori, sono ancora abbastanza noti e i suoi meriti di studioso furono ancora una volta ricordati quando la ricca biblioteca dello Spreti andò ad arricchire quella del municipio di Ravenna (2). Per sentimento proprio e per tradizione domestica il marchese Camillo, che entrato nell'ordine dei cavalieri di San Giovanni aveva da giovane prestato servizio in Malta, fu fedelissimo al governo pontificio, ma seppe con molta dignità e vivo senso di responsabilità civica attraversare i tempi difficili in cui visse, facendosi rispettare dalle improvvisate magistrature giacobine e onorare dal governo napoleonico. Per naturale amor di patria e per innata bontà d'animo, pur essendo schiettamente avverso alle idee liberali, cercò di sottrarre alla severità della inevitabile reazione molti fautori dei Francesi, quando nel 1799 fu posto a capo della Cesarea reggenza di Romagna. La sua fedeltà ebbe clamoroso premio nel 1814 allorché il pontefice Pio VII scelse la sua casa per la breve sosta in Ravenna in luogo del palazzo arcivescovile (16-17 aprile). Fu allora creato cameriere segreto di cappa e spada e consultore alla legazione di Ravenna per le cose civili e criminali. Uomo di provata integrità, pietoso verso i sofferenti, colto e di conversazione interessante ebbe amici devoti in tutti i campi della cultura e in tutti i ceti sociali.
Un numero grandissimo di persone dell' ancien regime , le cui lettere gettano viva luce sull'atteggiamento degli elementi conservatori negli ultimi anni del Settecento e nel primo ventennio dell'Ottocento, tenne carteggio col marchese Camillo, che procurava di avere ottimi informatori politici nelle varie capitali e nelle più importanti città d'Italia. Informatori che qualche volta gli servivano da agenti e rappresentanti, provvedevano al collocamento delle sue opere, curavano i suoi interessi o concludevano affari per lui. E preti e frati, e nobili e borghesi, e militari e diplomatici facevano a gara nel riverire e nel servire il marchese Camillo, che accordava a tutti, con qualche degnazione, in cambio delle notizie sollecitate, la sua signorile protezione.
Con le vittorie repubblicane l'ansia del marchese Spreti e la sua
(2) T. L4NBOJJI, Reiasione intorno a libri, specialmente mss. appartenenti* alla nobile famiglia Spreti ed acquistati dal municipio di Ravenna, Bologna. Monti, 1875.