Rassegna storica del Risorgimento
1797-1798 ; REPUBBLICA ROMANA (1798-1799) ; STATO PONTIFICIO
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1933
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727
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Verso la giacobina repubblica romana 727
cupidìgia di notizie si fanno di giorno in giorno più vive. Scrìve w.aàr. scrive, incita ed incalza perchè lo si tenga al corrente di quanto si dice e di quanto si fa, e i suoi corrispondenti non fanno a tempo ad appagarlo. Gli avvenimenti precipitavano, le sognate vittorie imperiali si tramutavano in veri disastri, le Romagna erano invase, la tregua di Bologna appariva promettitrice di guai maggiori a chi osava guardare con occhi spregiudicati la realtà. Eppure a Roma ufficialmente ci si illudeva ancora. Abbandonati brutalmente dal re di Napoli, che aveva fatto pace separata con la Francia, isolati diplomaticamente, il Papa e il card. Busca andavano ancora sognando e preparando una riscossa militare, e ... Il Papa vive più certo scriveva il Monti al marchese Costabili Contami di ricuperare Bologna e Ferrara, che di morire. Ti persuaderai subito di questa frenesia, quando saprai che i Romani non vogliono ancora prestar fede alla pace di Napoli colla Francia (3).
Tra quelli che mostravano, sia pure con maggior temperanza del Monti, di non credere troppo alla possibilità di uscire con la forza dalla situazione in cui era caduto lo Stato pontificio, era l'intelligente e colto Bcolopio Giuseppe Beccaria (4). Legato allo Spreti, provato amico degli Scolopi, da antica amicizia, l'erudito padre Giuseppe di Sant'Ildefonso si prestava volentieri a collocare le opere del dotto marchese, al quale inviava dal suo osservatorio romano preziose informazioni su quanto si svolgeva nella inquieta capitale dei domini papali.
Big. March.e Mio Ittv.mo Pròne
Senza le infinite testimonianze da Lei ricevute per l'addìetro mi convincerebbe pienamente dell'eccessiva di Lei bontà per me il nuovo tratto di sua gentilezza nel favorirmi la Sua bell'opera, di col ho sentiti i dovuti elogi, senza che finora abbia avuto il piacere di vederla, Me le dichiaro obbligato
(8) V. MONTI, Epistolario, Firenze, Lo Monitder, 1927, v. I, p. 464, lettera dell 11 novembre 1796.
(4) P. Giuseppe Beccarla delle Scuole Pie, n. a Monte Reale il 30 agosto 1738, m. a Roma il 9 febbraio 1818. Zelantissimo verso il BUO Ordine, insegnante di , filosofia, di matematica e dì teologia In. molti collegi della provincia scolopica romana, fu rettore dal Collegio di Ravenna, quindi Provinciale romano e aesistente generalo. Per dodici anni fu generale dell'Ordine ? come informa 31 p. L,. Picanyol a difficile diotu est quanta prudontia, Consilio, dextoritate. temporibus praesertim ealebrosisslmis sustlnuerit et rexorit Instititimi . Mori * napoleonicae suppresaioaie tempore a 8. Pantaleo ob ordtnis pene eversio-nom maestitia obrutus , L. PICANYOL, Brevi cotispectut historicostatisticus ordtnis Scholarum Piarum, Romae 1082,