Rassegna storica del Risorgimento
1797-1798 ; REPUBBLICA ROMANA (1798-1799) ; STATO PONTIFICIO
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1933
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737
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Verso la giacobina, repubblica romana 737
saldamente il vecchio edificio si rendevano chiaramente ragione, come lo dimostra un'altro attivo corrispondente dello Spreti, lo Bcolopio Pier Maria Borra, già rettore del collegio di Ravenna (17).
R.nio Sg.r IMLse P.rone Col.mo,
La sua lettera consegnatami da Pierino mi ha tutto consolato, e posso dirle senza adulazione, che la di Lei rassegnazione è una bella lezione per me: Iddio rimunera i sacrifizi offertigli dalle anime pure, dunque ha Ella ben giusto motivo, che spanda le sue divine benedizioni su quello spirito Innocente, che formando tutta la di Lei tenerezza, sarà anche cól tempo la piena delle sue consolazioni.
Crescendo a suol fianchi avrà sempre inanzi agli occhi il migliore esemplare da imitare.
In questo lasso di tempo con sommo mio dolore ho Inteso tutte le peripezie che vanno succedendo in coteste parti (18). Povera Ravenna in quale abisso di infelicità sei mai sommersa! Io piango la sua desolazione, e molto più il decadimento delia Religione. L'insulti ricevuti non mi faranno dimenticare, che nel suo seno vi sono tanti uomini onesti, che gemono sotto il peso di dispotismo, e de' liberi tiranni!
Ella può immaginarsi le dicerie eccitatesi in Roma per la nostra improvvisa, e ingiuriosa espulsione. Chi la pensava in una maniera, chi In un'altra. Si attese la decisione del Monitore di Bologna, che in due parole sbrigò la lite: per difetto di amministrazione = se avesse scritto, per impassibilità era meglio detto. Ma perchè una tale asprezza? Tutto si attribuì all'offesa Municipalità, al memoriale, alla difesa da me fatta al medesimo, presa al solito stortamente dal legislatore tiranno. Il mio arrivo, e le carte da me fatte quasi pubbliche hanno posto in chiaro la verità, e fin d'allora fu prognosticato tutto l'accaduto In appresso, cioè espulsione de' Forestieri, seeo-
(17) P. Pier Maria Borra di SL Ferdinando, nato in Oneglla il 29 novembre 1740, vesti l'abito dell'Ordine il 7 novembre 1765. Dal p. rettore Quadri fu condotto a Siena nel collegio Toloraei, acquistato nel 1775, ove fu maestro di umanità e poi prefetto delle scuole. Nel 1781 fu trasferito a Ravenna, maestro di amanita, e nel 1701 divenne rettore di quel collegio. Espulsi gli Scolopi da Ravenna nel 1707 fu a Roma segretario del Padre generale in San Pantaleo. Religioso dei pili limali e stimabili , fu rettore del Collegio Nazareno in Roma dal 1805 al 1810, anno In cui divenne padre provinciale. Nel 1818 fu eletto procuratóre generale e dal 1824 al 1827 "d'I sanavo padre provinciale. Mori nell'ottobre 1833.
(18) Alludo ai tumulti è olle fucilazioni ravennati del giugno, v. A. SBRENA-MONGHINT, cit pp. 16-17.