Rassegna storica del Risorgimento
1797-1798 ; REPUBBLICA ROMANA (1798-1799) ; STATO PONTIFICIO
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1933
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Verso la giacoMna repubblica romana 741
S. Angelo- SI temeva l'insurrezione anche nella notte passata, e però sono restate armate le troppe di linea, e civica Monte Cavallo, Trinità de Monti, Piazza del Popolo* Piazza Colonna, e Piazza Farnese fino alle dieci ore, e da p. tutto v'erano due, o quattro pezzi di cannone. Le patuglie poi rinforzate giravano, e la Cavalleria girava p. gli altri rioni. Oggi seguivano le stesse Pattuglie, e nella notte ventura vi sarà lo stesso armamento. Nella scorsa notte è stato portato In Castello il Marchese Vivaldi, che già v'era stato in altro tempo p. q..ste med.e cause. Tutte q.ste carcerazioni sono state fatte alla saputa del Ministro Cacò (sic), cosa clie pare incredibile, ma pure è vera. Altri vogliono che la notizia della Insurrezione sia venuta da Parigi dal March. Massimi, il q.le abbia ottenuto dal direttorio la facoltà d'agire contro chiunque anche dipendente da esso. Niente su di ciò posso garantire, solo dirò, che lunedi 11 d.o Ministro Cacò -stette lungo tempo con il Seg.io di Stato, e fu veduto uscire insieme;: poi seguirono le carcerazioni.
Staremo a vedere nella notte seguente: le altre ne seguiranno, e con qua! quiete si passata la nottata; ina io spero bene
Di Lei Sg.r Cav.e P.ne edM.. C,
Dev.mo, ed Obbllg.o Ser.e ed A. V. Gherardo M.a Can.o della Porta Rodiani .
In Roma manca il senso comune ed io mi meraviglio ogni mattina quando mi alzo di trovare che noi esistiamo ancora. Manca tutto, asso-lietamente tutto e ciò che viene è ad un prezzo inaudito , scriveva l'Azara al Greppi da Tivoli il 7 ottobre. E il Greppi, dando notizie di Roma al proprio padre, insisteva sulle dilapidazioni sfacciate che vi si commettono, sulle misure per conservare il bottino fatto e sull'abbandono d'ogni principio di moralità e di riguardo per lo stato e per il povero popolo . Grandi parole e grandi speranze di pace, ma senza alcuna certezza. Delle trattative che il Bonaparte conduceva nessuno sapeva dir nulla di preciso, né a Roma, né fuori. Qualche settimana adietro si dava per certa la Pace, e con questa lusinga siamo andati avanti un pezzo, ora poi si dice tutte le speranze di pace svanite e che saranno per incominciare delle ostilità. Fin'ora non abbiamo principio che sieno ricominciate e Dio voglia che non cominciano. Intanto si aspetterà di sentire cosa sarà per succedere... (23). E l'incertezza dell'Eredi era quella della maggioranza. Ma anche quando la nuova della pace conclusa a Oampoformio si divulgò
(23) Lettera di Benedetto Eredi, Firenze 13 ottobre 1797 allo Spreti, Bibl. Centr. del Ilisorg. cifc., B.tt 190, fase. 0 (10).