Rassegna storica del Risorgimento

CARLO ALBERTO RE DI SARDEGNA
anno <1933>   pagina <754>
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754 Antonio Monti
com'egli scrive, parecchie di queste cartoline e ne pubblicò dieci nel­l'opuscolo predetto. Sette di codeste da lui edite entrano nel blocco ac­quistato dal Museo di Milano, e servono a dimostrare che furono pubbli­cate con tante e si arbitrarie variazioni da parte di quel benemerito ma famoso manipolatore di documenti, da far ritenere necessario ripubblicarle nel loro testo esatto. Le sette lettere alle quali alludo vengono da me con­trassegnate con N. B. affinchè 11 lettore possa fare il confronto con l'edizione del Bianchi.
Verosimilmente egli vide queste lettere nell'Archivio dei Marchesi di San Marzano, ma la provenienza dell'acquisto attuale da parte del Museo non è tale da iUuminarci sulle vicende attraversate da tali inte­ressanti autografi di Carlo Alberto. Colui che li cedette al Museo li acquistò a sua volta in una vendita all'asta. La disinvoltura del Bianchi come trascrittore dei sette documenti ai quali ho accennato può risultare in tutta la Bua portata dalla copia ch'egli ha dato del documento n. 12 Peu de moments après que vous... , in cui egli ha addirittura soppresso il brano dalle parole Plus j'y réfléchis... sino alle parole frontière près de Pavie cioè sino alla fine. Nel documento n. 19 Vous pouvez faire prevenir le Nonce... il Bianchi tralascia le prime righe fino alle parole l'heure des audiences , Ne mi soffermo su altre ma­nomissioni, come quella di cambiare in Congrés la parola évèques , ecc. perchè può esser oggetto di studio interessante da parte di altri, a me bastando pubblicar nel loro testo esatto queste lettere, nell'ordine di data che più mi sembra verosimile, essendo quasi tutte senza data. Mi si consenta soltanto di richiamar l'attenzione degli studiosi sulla impor- tantissima e preziosa lettera del 28 giugno 1820, con la quale l'allora Principe di Carignano esponeva al Marchese di San Marzano la sua pe­nosa situazione e implorava il posto di Governatore di Genova. Poi mi sembra molto notevole la lettera 26 settembre 1847 cori la quale Carlo Alberto chiama d'urgenza da Napoli a Torino il Marchese Ermolao di San Marzano, e quella in cui nobilmente rifiuta l'offerta di una statua, decretatagli dopo la concessione dello Statuto, pregando che si facciano invece opere di beneficenza.
Alcune lettere riguardano la missione del Marchese Ricci in To­scana, altre fremono della preparazione militare e diplomatica della pri­ma guerra dell'indipendenza con accenni brevissimi, ma pieni di signi ficato, alla politica verso la Francia, verso il Metternich, verso il Papa e verso il Re di Napoli, con eMari riferimenti ai negoziati con l'Austria e con la Toscana, ecc. Magnifico è l'ordine che il Re emana per la im­mediata riproduzione del famoso proclama pieno di sfida di Radetzky,