Rassegna storica del Risorgimento
TRENTO ; MUSEI
anno
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1933
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pagina
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781
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Il Museo del Risorgimento di Trento
Il Museo del Risorgimento di Trento che oggi conta 12 sale, ricche di cimeli e di documenti illustranti il Risorgimento Italiano con speciale riguardo alla partecipazione della regione al movimento nazionale, è la realizzazione di un'idea che trent'anni or sono Cesare Battisti aveva lanciato dalle colonne di una Bua rivista Vita Trentina . Nella lotta per dare al popolo di che presidiare la sua vita economica, Battisti, sentiva con profonda intuizione, il valore di queste istituzioni e manifestazioni che scendendo alle radici di un sentimento presidiano la vita spirituale di un popolo. Il Museo allora avrebbe dovuto sorgere ammantato c; una denominazione innocua agli occhi della autorità austriaca sempre vigile e diffidente : avrebbe cioè dovuto intitolarsi Museo Storico del XIX sècolo ed accogliere anche quei cimeli che in attesa della redenzion erano stati dai trentini depositati al Museo del Risorgimento di Milano.
Difficoltà diverse impedirono l'attuazione che ripresa subito dopo la Vittoria fu portata a compimento con le adesioni più spontanee ed entusiaste j si può ben anzi affermare che poche istituzioni locali ebbero al loro sorgere tanto fervore di collaborazione : la Vittoria concludeva un secolo di storia fatta di lotte di eroismi e di martiri e i trentini guardavano a questa nascente istituzione come ad una doverosa manifestazione di gratitudine e di ricordanza verso tutti coloro che avevano ontribuito alla loro redenzione. Il Municipio e la Legione Trentina promossero la costituzione di una società attraverso la quale si ottenne poi dal governo nazionale una degna sede: il Castello del Buon Consiglio. I ricordi storie! che si legano al Castello hanno fatto di questo edificio non solo una degna sede ma ben anche il naturale sacrario delle memorie gloriose di cui esso fu testimone.
Nella splendida reggia cinquecentesca, voluta e creata dal vescovo Bernardo Clesio, e trasformata dall'Austria in una lurida caserma, già nel 1848, 21 Volontari bergamaschi, accórsi per la liberazione del Trenti* furono imprigionati e condannati a morte, in quella stessa fossa, che a settant'anni di distanza vide avviarsi al patibolo, fiero e sereno, Cesare