Rassegna storica del Risorgimento

LANZA GIOVANNI ; GIOVANNI (S.) BOSCO
anno <1934>   pagina <215>
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Don Basco e Giovanni Lonza 215
a malincuore dai popoli la piena evacuazione della mobilia dei mede­simi all'evenienza di vacanze di sedi.
Questa disposizione sarebbe anche conveniente al dì d'oggi che per effetto delle vigenti leggi finanziarie debbono i Beneficiati pagare in continuazione la tassa di manomorta, e quella del trapasso di suc­cessione, che in addietro non esistevano.
Don Bosco a Lama
Eccellenza,
prima di ora avrei dovuto dare schiarimenti intorno alla tempo­ralità dei vescovi ultimamente preconizzati; ma una malattia me lo ha finora impedito. Ora la prego a volermi tollerare un momento in questo scritto.
Quando io aveva l'onore di parlare alla E. V. il 9 passato set­tembre parmi che siavi stato pieno accordo che il Governo lasciava libera la scelta dei vescovi al papa, né il governo avrebbe opposta difficoltà pel conseguimento della temporalità. Ciò comunicai al S. Padre e quando da parte del medesimo due giorni dopo esprimeva i ringraziamenti con altri pensieri della stessa SS. la Eccellenza Vostra compiacevasi di confermare le medesime cose.
Ora mi si dimanda ed io dovrei rispondere se le cose furono vera­mente espresse in questo senso, e se qualche ragione abbia dato motivo a modificazione. Se la E. V. nella sna nota bontà giudicasse farmi dire una parola da comunicare, toglierebbe me da un grave imba­razzo, e le intenzioni del Governo sarebbero nel suo vero senso cono­sciute.
Credo bene qui di significarle come le nomine dei vescovi testé proclamate tornarono ai buoni di gradimento universale, ed alle popo­lazioni di soddisfazione che andò all'entusiasmo. Da tutte le parti si facevano al Governo encomi i più lusinghieri per la libertà lasciata al Pontefice ed ai Vescovi nello esercizio del loro ministero. Ma quando si rividero i vescovi obbligati ad andare gli uni nei seminari diocesani, gli altri a casa propria, o in pensione, o a pigione, non è a dire quanto siasi cambiato il giudizio e l'opinione pubblica.
Io sono persuaso che se la E. V. avesse occasione di ascoltare le cose dette che ogni giorno si vanno vieppiù dicendo a questo riguardo,