Rassegna storica del Risorgimento

ANNALI 1706 ; MARINA ; SPAGNA
anno <1934>   pagina <219>
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Un episodio marittimo della gutìrrà diMccessìone spagnola 219
diterraneo. La presenza del corsaro non era occasionale. Stava dando la caccia ad mia grossa nave da carico francese che si dirigeva, favorita dal vento, verso le insenature della costa.
A questo punto l'avventura si fece patetica perchè a bordò della galera di Genova vi era la marchesa di Fordinovo, sorella del Pallavicini. Questa si sarebbe profusa in lacrime sulla sorte della nave francese ed avrebbe deplorato di dover assistere ad una gesta del fratello disonore della famiglia . Fatto sta che la galera genovese si pose di traverso al tre alberi corsaro, im­pedendogli la rotta. H Cavalier Pallavicini doveva sapere che a bordo vi era la marchesa, perchè ce fece forza alla banda dirigendosi all'alto mare. Non fu sparato un colpo di cannone, neppure dalla parte genovese, forse per riguardo alla marchesa e forse perchè sarebbe stato un po' difficile considerare nemico Francesco Pallavicini, buon arnese d'armi e di mare.
Tuttavia fu da... corsaro la vittoria che il Pallavicini, sem­bra, escogitasse con la spettabile Ditta ebraica fornitrice del contrabbando : rapinare il carico al buon francese e... rivenderlo ai fornitori! Sottocosto, naturalmente.
I documenti non ci dicono se il sistema non fosse vecchio presso la Ditta Ergas, figli Recanati... Comunque il marchese Pallavicini era molto indicato per attuarlo: abile, valoroso, e a capo di duecento ottimi marinai liguri che rendevano perico­losissima la sua ce barca : nome tecnico assai modesto di fronte al formidabile armamento di quattordici cannoni che essa pos­sedeva.
II 5 di novembre la ce Vigilante prese il largo col suo carico di mercanzie sospette e il Pallavicini la seguitò chi sa da quale imboscamento dell'Arcipelago toscano, giacché non è credibile che la barca corsara se ne sia stata all'ancora nel porto grandu­cale. H Pallavicini, no ; se ne era stato tranquillamente a Livorno in ottimi rapporti col console di Carlo IH che era pure console d'Inghilterra e con don Vincenzo Busotti, agente di Malta. Poi, al momento opportuno, avrà raggiunto la sua quattordici cannoni.
All'altezza della rada di Orbetello si scatenò una burrasca che non dovette essere impressionante se i testimoni asseriscono e il Vieilch medesimo, che alcune manovre furono rese di lì a poco difficili dalla debolezza del vento.
Forse invitò a cercare rifugio, la speranza di avere buona compagnia da quattro galere pontificie che il maltempo aveva