Rassegna storica del Risorgimento

ANNALI 1706 ; MARINA ; SPAGNA
anno <1934>   pagina <223>
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Un episodio marittimo della guerra di successione spagnola 223
cese secondo le circostanze sopra espresse fu comunemente detto per la nostra galera, anche da passeggeri francesi, che ce non poteva essere non vi fosse qualche intelligenza tra li capitani della barca e vascello . (Processo n. 5. Vedi attesta­zioni nel no taro Francesco Antonio Cardelli).
Purtroppo non mi è riuscito di trovare le deposizioni di questi passeggeri francesi, certamente interessantissime.
Del resto anche il ce piloto reale capitano Francesco Pomis della squadra pontificia, non esitò ad avanzare l'ipotesi di con­nivenza tra i corsari e i francesi, perchè questi erano stati avver­titi dal posto di guardia toscano della Torre di S. Stefano, della presenza di quelli, mediante il prescritto segnale a salve di cannone.
Se non connivenza, il capitano francese dimostrò la più olim­pica indifferenza e la più. colpevole leggerezza.
H cavaliere Casali si fece difendere da un avvocato già di altissima fama : Prospero Lambertini, il cui memoriale, diretto alla Congregazione inquirente e stampato in Roma typis de Comitibus 1708 dopo aver mostrato l'importanza e la com­petenza dei testimoni addotti, lascia capire che la tesi del piloto reale e dei due passeggeri è la più verosimile, concludendo: ce si deduce che il vascello si giudicasse sicuro e che però non chiedesse aiuto, et in secondo luogo, che prescindendo dai mo­tivi di sopra dedotti, poteva pensare il cavaliere Casali, che il capitano del vascello o non temesse la barca nemica, o non si curasse di essere depredato; ciascheduna di queste riflessioni è sufficiente per dimostrare, che egli non ha commessa colpa veruna, non porgendo aiuto al vascello. Laonde... etc. .
Ma si porrebbe obbiettare all'acutissimo Lambertini: la po­lizia dei mari non è forse un dovere ex officio? Obbiezione pre­vista e parata, con Ugone Grozio alla mano, in De Iure belli: qui non defendit, nec obstitit, si potest, iniuriae, tam est in vitio, quam si parente, aut patriam, aut socios deserat , dove, in questo passo di Cicerone, il <( potest dà motivo a Grozio di affermare : ce illud potest intelligamus cum suo commodo inter­pretazione deboluccia anzi che no, se non andiamo errati!
Ma chi era questo capitano romano cavaliere Casali? Tro­viamo di lui ottime note caratteristiche nella campagna marit­tima del 1695 dei veneziani alleati dei pontifici e della ce Reli­gione di Malta contro i turchi : e ce ne fa testimonianza Tarn-