Rassegna storica del Risorgimento

BENTINCK, WILLIAM CAVENDISH, LORD
anno <1934>   pagina <227>
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L'unità d'Italia nel pensiero di lord WiUiam Bentinck 227
.L'UNITÀ D'ITALIA I
NEL PENSIERO DI LORD WILLIAM BENTTNCK
Dopo Austerlitz, com'è noto, Napoleone dichiarò decaduto Ferdinando IV, che aveva rotto la pace di Firenze prendendo parte alla guerra della terza confederazione contro la Francia, e mandò il fratello Giuseppe con Massena a conquistare Napoli. Ferdinando si rifugiò a Palermo.
Squallide erano le condizioni della Sicilia sul principio del 1806 e misere quelle dell'esercito e dell'armata, vuote le casse dello Stato. Fu chiesto l'aiuto dell'Inghilterra, che, timorosa della crescente potenza napoleonica e pensosa di reggere il dominio del mare, pavida delle sue coste minacciate dalla Francia, fu sollecita ad accorrere. Furono occupate le coste siciliane, lo stretto e i forti di Messina, milizie inglesi sbarca­rono in Palermo, Siracusa e Augusta, una potente flotta si sparse vigile per quelle acque, iniziandosi così il predominio inglese sul Mediterraneo.
Ma gl'Inglesi si comportarono subito da padroni e Maria Carolina, che non li avrebbe desiderati, non li gradì, e i rapporti tra lei e lord Amherst, plenipotenziario alla Corte di Palermo, e il generale Stuart, capo delle forze terrestri, s'inasprirono. Nondimeno, alcuni anni dopo, la regina dovette rimpiangere l'allontanamento di lord Amherst, che, col suo spirito conci­liante, aveva sempre rispettato la dignità dei monarchi spo­destati.
La Sicilia godeva d'un antico Parlamento, che vantava par­ticolari privilegi costituzionali, i quali discendevano dai Ca­pitoli di Federico II d'Aragona. Ma questo Parlamento al tempo di cui si discorre era una larva venerabile e la sua precipua funzione era quella di concedere i donativi, leggiadra maschera