Rassegna storica del Risorgimento

BENTINCK, WILLIAM CAVENDISH, LORD
anno <1934>   pagina <228>
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228 Antonio Caparrassi
d'un metodo d'esazione. Nel seno di esso, tuttavia, a poco a poco si era formato un partito di opposizione, a capo del quale stavano il principe di Casteinuovo, Carlo Cottone, e Giuseppe Venthniglia, principe di Belmonte.
Essi respinsero il 25 gennaio 1810 la richiesta del ministro De Medici di un contributo straordinario di 360.000 oncie per sanare lo sbilancio delle spese di guerra. Dopo lunghe contese, che qui non è il caso di ripetere, fra il re e il parlamento e in seguito a tre proclami del re con cui s'incameravano i beni eccle­siastici e delle comunità, molti baroni, protetti dal duca d'Or­léans, genero del re, firmarono un foglio di protesta, che, rimesso al re, lo accese di sdegno. Nella notte del 19 luglio 1811 cinque dei baroni sottoscrittori del foglio, tra i primi del parlamento, furono arrestati e deportati nelle prigioni di Favignana e Pan­telleria, isole destinate ai malfattori. Ma una tale violenza, ispi­rata dalla regina, non riuscì gradita all'Inghilterra e il conte di Liverpool, intuendo il pericolo di quelle interne discordie, inviò lord Bentinck a Palermo ministro plenipotenziario e comandante generale delle forze britanniche del Mediterraneo, escluse le guarnigioni di Malta.
Lord "William Cavendish Bentinck, nato il 14 settembre 1774, era figlio del terzo duca di Portland. Capitano e tenente colon­nello dei dragoni fece le prime armi nelle Fiandre, nel 1794, al seguito del duca d'Yorck, Addetto al quartier generale di Sou-varoff partecipa con l'esercito russo alla campagna del 1799, e l'anno dopo, in Italia con gli austriaci, alle campagne dalla Trebbia a Marengo. Governatore di Madras dal 1803 al 1807, promosso maggiore generale torna dalle Indie e viene inviato come principale collaboratore del Wellington nella direzione della guerra combattuta dagl'Inglesi nella penisola iberica (1).
Energico, impetuoso, ardente, nemico della tirannide, ra­pido nel concepire arditi disegni e tenace neli'attuarli, sbarcò il 23 luglio 1811 a Palermo e, dopo essersi recato a Milazzo e a Messina ad assumere il comando militare, affrontò subito la regina, la più forte avversaria,, lanciandole senza riguardi l'accusa di tramare in segreto con l'odiato nemico, Bonaparte. Ma la regina gli rispose sdegnosa e rude. Visto inutile ogni ten­tativo di accordo, Bentinck, risoluto, fece vela per la sua patria
(Ì) Diclionary of National Tiiograpliy. sub voce.