Rassegna storica del Risorgimento
BENTINCK, WILLIAM CAVENDISH, LORD
anno
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1934
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pagina
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233
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Vttnita d'Italia nel pensièro di lord WMiam Bentinck 233
inglese che non si creda, non fu che l'attuazione di principii ideali e teorici per l'attuazione dei quali egli considera fi* Sicilia come una terra di esperimento. E non c'è dubbio per noi che questa lettera fosse ispirata dalle amare disillusioni che le prime esperienze costituzionali gli avevano dato* I Siciliani, nei quali egli aveva riposto ardentissima fiducia, non si erano dimostrati degni delle libertà loro largite e dell'esser stati a un tratto sciolti dalle catene della tirannia. E gli uomini che egli aveva innalzato alle più alte cariche dello Stato, oltre che liberati dalla prigionia, si erano rivelati non consci della missione a cui egli li destinava ma tenacemente legati alle loro misere ambizioncelle e alle loro beghe personali.
L'errore del Bentinck sta nell'aver creduto che tutti i mali provenissero dal re e dalla regina, mentre era il popolo stesso che non ancora meritava altro governo. Le prime sedute del Parlamento Siciliano non furono che una grande fiammata accesa dalla favilla di entusiasmo, che il ministro inglese aveva saputo far sprizzare da quegli animi addormentati in una consuetudine secolare, ma spenta la quale non si rinvennero ceneri di cose che essa avesse consunto. Dopo il rogo ideale gli animi si risentirono quasi immutati. È vero che non poteva essere diversamente, era quella l'epoca soltanto dei nobili sogni, dei tentativi generosi, dell'idea non congiunta all'azione, delle sublimi età profetate, ma nello stesso tempo fu proprio quell'epoca teorica che preparò l'avvenire.
Non bisogna guardare il sogno di Bentinck dal nostro attuale punto di vista: oggi l'Italia è libera e una, allora era la preda di tutti. La storia della Sicilia dall'antico vespro si era svolta sempre autonoma dal Reame, e da Napoli l'isola era stata sovente amministrata come una provincia separata, e la passione separatista era ancor viva e fervida nel '48. La prima radice del sogno sta nella persuasione del Bentinck della necessità della separazione delle due Corone, separazione che, malgrado la ferma opposizione del re e del luogotenente fu votata dal parlamento. Ma questa separazione non fu voluta dal Bentinck, come si potrebbe credere, ma dalla Nazione Siciliana (3).
(3) a II parere e l'insistenza di Bentinck sai punto della divisione delli due M Regni fa per far piacere olii Siciliani, comprendendo Ini stesso ohe ciò era op-a posto agli interessi della Gran Brettagna, che avrebbe sempre avuto più in- (faenza sul Regno di Napoli quando fosse appartenuto allo stesso Padrone della