Rassegna storica del Risorgimento

BENTINCK, WILLIAM CAVENDISH, LORD
anno <1934>   pagina <243>
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Vunità d'Italia twl pensiero di lord William Bentinck 243
la necessità della nuova costituzione, afferma che in essa è riposto il successo del Principe in Italia. Mi è sempre parso desiderabile, che quello che si fa in Sicilia sia di modello per l'Italia tutta . Egli invoca dal vicario, a proposito della costi­tuzione, un'attestazione sincera e fervida al popolo. Egli intende far pubblicare sulla Gazzetta Britannica alcune riflessioni po­polari . Je representerai V. A. R. comme le Prince Patriote, qui ne desire, que de retablir le bonheur de votre peuple sur le bases de la liberté. J'enverrai ce papier sur tout les còtes de l'Italie mais je crois, que la cause de V. À. R. personel- lement prise séparement de la cause generale, c'etoit beaucoup avancer si dans votre propre nom dans le Dispaccio officici vos propres intentions etoient clairement marquées. On en peut vaincre ce terrible Despot qu'avec les armes de la verité, de la liberté, et de la vertu, et en toutes occasions c'est sage <c de mettre en avant, et de prouver par les faits que tels sont les principes de sa conduite (28).
Ora è chiaro che Bentinck come vedeva nella Sicilia da lui auspicata il modello in cui avrebbe dovuto specchiarsi l'Italia tutta, avrebbe così voluto che il principe Francesco si mostrasse degno dell'alta missione cui pensava destinarlo. Ma come rispon­deva il vicario a questi nobili incitamenti? Fra le sue carte non si trova alcun elemento che provi che le idee del ministro inglese suscitassero una profonda eco nel suo animo. Bentinck sembra che nutrisse sentimenti di amicizia e di simpatia per il giovine principe, che li ricambiava per lo più con animo diffidente e anche ostile. Alla madre scriveva che il suo contegno remissivo poteva scambiarsi per debolezza, ma che era savia politica cedere: Intanto si esiste e si esiste sul proprio trono (29). Comunque, tutto questa prova che il Bentinck nel sostenere la causa dei Borboni non seguitava mire personali, come vorrebbe il Weil, e prova sopra tutto l'ardente passione che egli portava alla causa della libertà e dell'indipendenza d'Italia.
(28) Casa Reale, voi. 124S, n. 5.
(29) Casa Reale, voi. 1438. Un notevole conlribnto al chiarimento della sfug­gente personalità del Vicario ci è offerto da A. ZARO, Note sul Vicariato di Frati' cesco Borbone in Sicilia, in Samniumi, 1932 n. 3. pag 202. li'a. ricorda che il prin­cipe ereditario, secondo il Cala UÙoa, ripeteva (sovente: nescit regnare qui nescit simulare.