Rassegna storica del Risorgimento

BENTINCK, WILLIAM CAVENDISH, LORD
anno <1934>   pagina <244>
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Antonie Caparrassi
Tutta l'aspra implacabile contesa col Murat per il possesso della Toscana sta a testimoniare che Bentinck non voleva che Murat s'insignorisse dell'Italia. Nonostante le insistenze di Neipperg, plenipotenziario austriaco, egli non volle aderire al trattato di alleanza con Murat e dopo la conclusione di esso con l'Austria lo deprecava scrivendone a lord Castiereagh e riuscì a non farvi accedere la Russia.
Bentinck pensava che in tal modo gl'Italiani, liberati dal giogo di Bonaparte, avrebbero naturalmente gravitato neU'or­bita di Murat. Egli, Bentinck, pensava invece di fare, mercè il patrocinio dell'Inghilterra, del popolo italiano, questo gran popolo come egli lo chiama, sollevato a indipendenza e unità una formidabile barriera eretta contro la Francia e l'Austria (30).
Egli precorse il futuro e intravide i pericoli d'un'Itali a asser­vita a Murat o all'Austria. Murat e la Francia furono sconfitti, ma l'Italia cadde preda dell'Austria. La protezione di una grande Potenza era indispensabile all'Italia giovane, pensava il Bentinck, ma la protezione inglese era pegno di libertà non di schiavitù. E non si potrebbe aditare di questi nobili sentimenti prova migliore del noto proclama che egli lanciò da Livorno agl'Italiani nel 1814.
Si può certamente parlare di ambizione, ma in senso molto nobile. Il principe di Metternich deplorava che Bentinck si con­siderasse comme una pariie principale en Italie (31). Met­ternich e l'Inghilterra stessa non tendevano che a uno scopo, abbattere il nemico pericoloso e invitto, Bonaparte; e per questo agitavano sugli occhi dei popoli in fermento il vessillo della libertà e dell'indipendenza. Ma Bentinck era sincero. I suoi proclami 6ono l'espressione del suo intimo sentire, tanto è vero che Metternich nel dispaccio citato li deplorò, e quello ai Genovesi fu sconfessato, come vedremo, da lord Castiereagh. L'ambizione sua era di dare libertà e costituzione all'Italia,
(30) Bentinck a Castelereagh, Palermo, gennaio 1814. Cfr. A. ESPITAUEB, Napoléan et le Roi Murat. Paris, Perrin, 1910, pag. 223; B. CROCE, Storia del Regno di Napoli. Bari, Laterza, 1925, pag. 245.
(31) D. SPADONI, Federazione e Re d'Italia mancanti nel 1814-15, in Nuova Rivista Storica, 1931, fase, V-VL, pag. 398. In questo interessante articolo è chia­ramente illustrato il clima spirituale dell'Italia e anche la preponderante azione politica svolta dal Bentinck in Italia in quegli anni.
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